Indagine aperta sul colpo esploso nel cuore dell'ospedale
La Procura di Prato ha iscritto sul registro degli indagati un agente della polizia penitenziaria che, nel pomeriggio di domenica 16 agosto, ha esploso tre colpi d'arma da fuoco all'interno dell'area del pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano, colpendo alla gamba un 22enne marocchino. L'episodio è avvenuto intorno alle 16.30 nella zona tra la cosiddetta "camera calda" e la sala di decontaminazione vicino al triage.
Il contesto: il lancio di plichi verso la Dogaia
I fatti si inseriscono in una vicenda più ampia legata alla sicurezza attorno al carcere della Dogaia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane era stato notato mentre cercava di lanciare cinque plichi insieme a due complici; nei pacchi sono stati recuperati 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari. Dopo un tentativo fallito di fuga il 22enne è caduto e è stato trasportato al pronto soccorso, dove si sarebbe nuovamente dato alla fuga.
- Data: 16 agosto
- Ora: circa 16.30
- Luogo: Pronto soccorso, ospedale Santo Stefano (Prato)
- Persone coinvolte: 22enne marocchino, tre esterni arrestati e un agente penitenziario indagato
"In presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario..."
Si tratta di una dichiarazione del difensore dell'agente, Vittorio Luigi Fucci, riportata dalla stampa, che chiede di considerare le norme previste dal nuovo decreto sicurezza relative all'annotazione preliminare nel modello 45 bis.
Filmati e accertamenti
La Procura ha acquisito i filmati delle telecamere che riprendono l'area del pronto soccorso; stando agli atti, i colpi sarebbero stati esplosi mentre il fermato cercava di allontanarsi. Sarà l'inchiesta a stabilire le ragioni che hanno indotto l'agente a usare l'arma e la dinamica esatta, compresa la distanza tra l'agente e il giovane e l'eventuale sussistenza di condizioni che possano giustificare l'uso della forza.
Conseguenze locali e punti aperti
L'episodio riaccende il tema della sicurezza intorno alla Dogaia e delle procedure di scorta e custodia dei fermati trasferiti in ospedale. Restano da chiarire diversi elementi: la dinamica precisa della seconda fuga tentata in corsia, il ruolo degli altri soggetti coinvolti nel sistema di lancio dei plichi e le misure di prevenzione adottate per evitare episodi simili in un'area sensibile come il pronto soccorso.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Oggetto | Sparo in pronto soccorso |
| Indagato | Agente della polizia penitenziaria |
| Ferito | 22enne di nazionalità marocchina (colpito a una gamba) |
| Materiale sequestrato | 600 g di hashish, 2 telefoni |
Nei prossimi giorni l'agente verrà ascoltato alla presenza dei suoi difensori e le indagini proseguiranno con l'acquisizione di ulteriori testimonianze e immagini. Per i cittadini di Prato resta aperta la questione della sicurezza nelle aree attigue al carcere e dell'adeguatezza delle procedure quando si tratta di gestire fermati e pericoli di ordine pubblico in luoghi sanitari.