Seano: lo sgombero e le conseguenze sul territorio pratese
Resta alta la tensione a Prato a due giorni dallo sgombero del presidio davanti al magazzino della ditta di logistica Acca in via Copernico, eseguito venerdì 3 luglio in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli.
L'intervento delle forze dell'ordine ha permesso la restituzione della merce bloccata nel magazzino, ma ha anche scatenato reazioni diverse sul territorio: l'azienda ha comunicato la chiusura e la messa in mobilità di 95 lavoratori, mentre la magistratura ha aperto un fascicolo per violenza privata nei confronti di alcuni sindacalisti dei Sudd Cobas. I lavoratori e il sindacato hanno organizzato una manifestazione per domenica 5 luglio, a Prato, per «difendere i picchetti».
Le posizioni in campo
La situazione è polarizzata tra chi sostiene l'azione della Procura come strumento necessario per chiarire responsabilità e natura della merce sequestrata e chi denuncia un intervento eccessivo contro forme di protesta sindacale legate alla vertenza sul lavoro e sulle condizioni nel settore della logistica.
"per capire come stanno le cose e che tipo di merce fosse presente, c'è solo lo strumento del sequestro della stessa"
Questa frase è contenuta in un comunicato della Fondazione Caponnetto, organizzazione che ha espresso pieno sostegno al procuratore Tescaroli e ha definito l'azione della magistratura uno strumento necessario per il contrasto a fenomeni criminali, compresi quelli evocati con l'espressione "mafia cinese". La Fondazione ha inoltre messo in guardia rispetto al rischio di una delegittimazione della Procura, sostenendo che "quando si lavora bene si dà fastidio a qualche potere criminale e deviato".
La mobilitazione e le ricadute locali
Dalla protesta davanti al magazzino si è sviluppata una mobilitazione che ha previsto anche un corteo e l'annuncio di una manifestazione in piazza del Comune. I manifestanti, sostenuti dal sindacato, hanno scelto lo slogan riportato dalla stampa: "Chi non vuole i picchetti vuole la schiavitù". Sul fronte imprenditoriale, i titolari dei pronto moda che avevano la merce bloccata hanno incaricato un legale per contestare l'operato dei sindacati.
- Data dello sgombero: venerdì 3 luglio
- Luogo: magazzino Acca, via Copernico, Seano (Prato)
- Effetti immediati: restituzione della merce, annuncio di chiusura aziendale e 95 licenziamenti
- Procedimento penale: fascicolo per violenza privata nei confronti di alcuni sindacalisti
Numeri e cronologia
| Voce | Dato |
|---|---|
| Data sgombero | 3 luglio 2026 |
| Luogo | Magazzino Acca, via Copernico, Seano (Prato) |
| Licenziamenti annunciati | 95 |
| Procedimento | Fascicolo per violenza privata |
Sul piano pratico, la chiusura dell'attività e la perdita di decine di posti di lavoro avranno ricadute concrete sul tessuto produttivo locale, già provato da fragilità occupazionali nel comparto della logistica e del pronto moda. Le famiglie dei lavoratori coinvolti e le aziende clienti della merce sequestrata sono chiamate nelle prossime ore a confrontarsi con gli sviluppi giudiziari e con le iniziative sindacali in corso.
Implicazioni istituzionali e attese
La vicenda ha acceso anche il dibattito politico e civile: esponenti locali come il capogruppo della lista L’Alternativa c’è in Consiglio comunale, Jonathan Targetti, hanno appoggiato l'azione della Procura. Dall'altra parte permangono contestazioni e richieste di chiarimenti da parte dei manifestanti e dei rappresentanti sindacali.
Nei prossimi giorni saranno determinanti le decisioni della magistratura, gli esiti delle indagini sul sequestro e le eventuali iniziative istituzionali per gestire le ricadute occupazionali. Sulla piazza cittadina resta aperta la partita sul confine tra diritto di protesta, tutela del lavoro e misure a contrasto di presunte attività illecite nella filiera della logistica.