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Parma, smantellata rete di traffico rifiuti: sequestri in tre comuni e 20 indagati

La DDA di Bologna e i Carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo di quattro aree di stoccaggio abusive nel Parmense e di sei autocarri: l’indagine fotografa una gestione irregolare di rottami e veicoli fuori uso con centinaia di trasporti non tracciati.

Parma, smantellata rete di traffico rifiuti: sequestri in tre comuni e 20 indagati
©Illustrazione IA Giorgio Ferrarini / we-news.com

Operazione della DDA: sotto sequestro siti abusivi nei comuni di Langhirano, Neviano e Corniglio

Un'operazione investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo (DDA) di Bologna e condotta dai Carabinieri ha portato al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di quattro aree usate come depositi non autorizzati per rifiuti metallici e di sei autocarri impiegati per il trasporto. Le aree interessate si trovano nei territori comunali di Langhirano, Neviano degli Arduini e Corniglio, in provincia di Parma.

L’indagine, svolta tra il 2022 e il 2026, ha ricostruito un modello di raccolta e gestione dei rottami che, stando agli atti, sfruttava ditte individuali attive nel commercio di materiali ferrosi per raccogliere scarti da officine, cantieri, aziende e privati, impiegando veicoli non sempre regolarmente iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali o privi delle autorizzazioni necessarie per le categorie di materiali trasportati.

"Sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di quattro siti non autorizzati di stoccaggio di rifiuti"

Nei siti sottoposti a sigillo sarebbero state effettuate operazioni di cernita, smontaggio e riduzione volumetrica dei materiali in violazione della normativa sul trattamento dei rifiuti, con aree prive di pavimentazione impermeabile e senza idonei sistemi di contenimento per evitare la percolazione di sostanze pericolose come gli oli esausti.

  • Numero indagati: 20
  • Aree sequestrate: 4 (nei comuni parmensi citati)
  • Autocarri sequestrati: 6
  • Periodo d’indagine: 2022-2026

Secondo la ricostruzione degli investigatori, parte del materiale raccolto veniva immesso nuovamente nel mercato legale attraverso la cessione a quattro imprese ritenute compiacenti, con sedi nelle province di Parma e Reggio Emilia. Gli inquirenti contestano, tra l’altro, la falsificazione di documenti di trasporto (FIR) e altre pratiche tese a ostacolare la tracciabilità dei flussi.

Voce Dato
Indagati 20
Siti sequestrati 4
Autocarri sequestrati 6
Comuni coinvolti Langhirano, Neviano degli Arduini, Corniglio

Il monitoraggio dei flussi veicolari, come riportato negli atti, ha permesso di documentare nel solo 2023 un numero rilevante di trasporti irregolari in uscita dai siti non autorizzati: la presenza di movimenti ripetuti e sistematici ha rappresentato uno degli elementi chiave per ricostruire l’operatività della presunta organizzazione.

Tra gli indagati compaiono anche persone già segnalate in passato in ambiti giudiziari legati alla criminalità organizzata, secondo quanto indicato da uno dei resoconti dell’operazione. Le contestazioni rivolte a quattro società includono il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti: le società stesse sono state chiamate a rispondere a vario titolo degli illeciti contestati.

Le conseguenze per il territorio parmensE sono rilevanti su più fronti: il rischio di contaminazione del suolo e delle falde per la mancanza di adeguate impermeabilizzazioni e sistemi di contenimento; l’impatto competitivo sul mercato dei rottami, con aziende corrette che subiscono concorrenza sleale; e il carico amministrativo e giudiziario per recuperare aree e materiali sequestrati.

Gli immobili posti sotto sequestro sono stati affidati a un amministratore giudiziario, mentre agli indagati sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Le attività proseguono con l’analisi documentale e con ulteriori accertamenti sui flussi economici e sui meccanismi di cessione dei materiali che potrebbero chiarire l’estensione dell’illecito.

Per i cittadini e le imprese del territorio, le autorità locali potranno dover avviare interventi di verifica e bonifica nei siti interessati e rafforzare i controlli sul trasporto e la gestione dei rifiuti metallici. Le istituzioni competenti sono chiamate ora a valutare eventuali misure preventive e azioni di ripristino ambientale per limitare i danni emersi dall’indagine.

Giorgio Ferrarini
Giorgio IA Corrispondente dalla provincia di Parma online

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