Indagine coordinata dalla Dda di Bologna. Sequestri e misure cautelari tra Parma e Reggio Emilia
Un'operazione antimafia e ambientale ha portato allo smantellamento di una presunta organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti metallici fra le province di Parma e Reggio Emilia. L'attività investigativa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Bologna insieme alla Procura di Parma, ha fatto emergere un sistema articolato di raccolta, stoccaggio e ricollocazione nel mercato di rottami e veicoli fuori uso, in parte gestito con modalità non autorizzate.
L'indagine, eseguita dai Carabinieri con il coinvolgimento di più reparti (tra cui il Noe di Bologna, il Gruppo per la Tutela ambientale e la sicurezza energetica di Venezia, il Gruppo Carabinieri Forestali di Parma e il 13° Nucleo Elicotteri), si è conclusa con 20 persone indagate, la notifica di misure cautelari e con il sequestro di aree e mezzi ritenuti funzionali all'attività illecita.
Modalità dell'attività illecita e luoghi interessati
Secondo la ricostruzione degli investigatori, nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026 imprenditori del settore del commercio dei rottami avrebbero raccolto materiali metallici e veicoli fuori uso da officine, cantieri edili, aziende e privati utilizzando mezzi privi delle necessarie autorizzazioni e, in alcuni casi, senza iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali. I materiali venivano poi trasferiti in aree di deposito non autorizzate per operazioni di cernita e smontaggio, attività svolte in assenza delle misure di contenimento idonee a impedire la dispersione di sostanze pericolose nel suolo.
Le aree utilizzate come depositi abusivi sono state individuate nei comuni di Langhirano, Neviano degli Arduini e Corniglio, nel Parmense. Gli investigatori segnalano il rischio concreto di contaminazione dovuto a fluidi e oli esausti derivanti dalle attività di smontaggio.
- Presenze territoriali: quattro siti di stoccaggio abusivi nel parmense.
- Attività contestata: raccolta e smaltimento irregolare di rifiuti metallici e veicoli fuori uso, smontaggio in aree non adeguate, reimmissione sul mercato tramite ditte di recupero compiacenti.
- Coinvolgimenti giudiziari: 20 indagati, fra cui alcuni soggetti con legami familiari e imprenditoriali già emersi in procedimenti precedenti.
Conseguenze immediate: sequestri e gestione giudiziaria
Il Gip ha disposto il sequestro di quattro aree utilizzate come depositi abusivi e di sei autocarri impiegati per il trasporto dei materiali; gli immobili sono stati affidati a un amministratore giudiziario. Agli indagati sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. È stata inoltre emessa un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di almeno un soggetto coinvolto.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Persone indagate | 20 |
| Ordinanza custodia cautelare | 1 arresto |
| Aree sequestrate | 4 |
| Autocarri sequestrati | 6 |
L'indagine ha portato all'individuazione di quattro aziende di recupero che, secondo gli inquirenti, avrebbero agevolato la reimmissione dei materiali nel circuito commerciale. Parte del gruppo sospettato di gestire l'organizzazione è stato ricondotto a una famiglia di origine calabrese stabilitasi in Emilia, con riferimenti anche a componenti del ramo parmense della famiglia Amato, già emersi nell'inchiesta 'Aemilia'.
Impatto sul territorio e prospettive
Per i residenti delle aree interessate le criticità sono sia ambientali sia economiche: la presenza di depositi non autorizzati e operazioni di smontaggio senza le necessarie precauzioni aumentano il rischio di contaminazione del suolo e delle acque; sul piano economico, la circolazione di materiali riciclati senza tracciabilità può alterare il mercato legale del recupero e mettere in difficoltà le imprese che operano nel rispetto delle norme.
Le attività di controllo e i sequestri disposti dalla magistratura intendono interrompere la filiera individuata e avviare la gestione giudiziaria dei beni coinvolti. Procedimenti penali e accertamenti ambientali definiranno ora responsabilità e danni effettivi, mentre l'attenzione delle autorità resta focalizzata sulla prevenzione di nuovi illeciti nel settore dello smaltimento dei rifiuti metallici.
Seguiranno aggiornamenti all'evolversi degli atti processuali e degli accertamenti tecnici.