Blitz dei carabinieri nel Parmense: quattro depositi abusivi e decine di trasporti documentati
Un'operazione condotta tra il 2022 e il 2026 e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo (Dda) di Bologna ha portato alla luce una complessa rete dedita al traffico illecito di rifiuti metallici e alla gestione irregolare di veicoli fuori uso. L'indagine, eseguita dalla compagnia carabinieri di Parma con il supporto del Noe di Bologna e del Nipaaf di Parma, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 20 persone e di 4 società.
Le verifiche hanno consentito di individuare e porre sotto sequestro quattro aree di stoccaggio abusive nei comuni di Langhirano, Neviano degli Arduini e Corniglio. Nei siti, secondo gli accertamenti, venivano raccolti scarti ferrosi provenienti da officine meccaniche, cantieri edili, aziende e privati, e venivano effettuate operazioni di cernita, smontaggio e riduzione volumetrica in assenza delle misure previste dalla normativa ambientale.
Gli investigatori hanno inoltre sequestrato sei autocarri impiegati per i trasporti, utilizzati spesso senza le necessarie autorizzazioni o con iscrizioni all'Albo nazionale dei gestori ambientali incomplete. Nel solo 2023 sono stati documentati circa 500 trasporti abusivi in uscita dai siti non autorizzati, per un totale di oltre 650 tonnellate di materiale movimentato.
Profitti illeciti, società compiacenti e contesto giudiziario
Secondo quanto ricostruito, una parte dei materiali lavorati nelle aree abusive veniva poi immessa nel circuito commerciale grazie alla complicità di quattro ditte di recupero con sedi nelle province di Parma e Reggio Emilia. La commercializzazione irregolare dei rottami avrebbe prodotto un vantaggio economico stimato in circa 300.000 euro, calcolato su un valore medio indicativo di 330 euro a tonnellata per ferro e acciaio. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di traffico illecito di rifiuti; per alcuni è stata emessa un'ordinanza cautelare.
Tra le persone citate nell'inchiesta figurano anche soggetti riconducibili al panorama locale già emersi in procedimenti precedenti: fonti investigative indicano la presenza di esponenti del ramo parmense della famiglia Amato, segnalati dagli organi giudiziari come parte dell'area d'interesse dell'indagine.
- Indagati: 20 persone e 4 società
- Siti sequestrati: 4 (Langhirano, Neviano degli Arduini, Corniglio)
- Mezzi sequestrati: 6 autocarri
- Trasporti documentati nel 2023: circa 500
- Materiale movimentato: oltre 650 tonnellate
Impatto sul territorio e prossime fasi procedurali
Per i residenti e le imprese della provincia il caso solleva questioni concrete: la mancata adozione di barriere impermeabili e di sistemi di contenimento nei depositi abusivi comporta il rischio di contaminazione del suolo e della falda da oli esausti e altre sostanze pericolose. Gli immobili sequestrati sono stati affidati a un amministratore giudiziario per la custodia; proseguiranno le indagini tecniche e ambientali per valutare eventuali danni e responsabilità civili e amministrative.
Le attività investigative continueranno con accertamenti su tutta la filiera del recupero coinvolta, compresa la verifica della regolarità dei formulari di identificazione dei rifiuti e della titolarità delle autorizzazioni alle imprese che hanno acquistato i materiali.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Indagati | 20 |
| Siti sequestrati | 4 |
| Autocarri sequestrati | 6 |
| Trasporti documentati (2023) | 500 |
| Materiale movimentato | oltre 650 t |
| Profitto stimato | circa €300.000 |
Le autorità giudiziarie hanno reso note le misure restrittive e i sequestri nell'ambito dell'attività coordinata tra Procura di Parma, Dda di Bologna e i reparti specializzati dei carabinieri; nei prossimi mesi è attesa la prosecuzione dell'attività istruttoria e, se confermate le ipotesi accusatorie, le relative azioni giudiziarie e amministrative che potranno riguardare anche sanzioni e obblighi di bonifica.