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Messina, Asp condannata: oltre un milione alla famiglia del neonato morto per infezione

Il Tribunale civile di Messina ha riconosciuto la responsabilità dell’Asp per la mancata prova di misure adeguate a prevenire il rischio infettivo: alla famiglia del piccolo Dragos Spulber va un risarcimento superiore al milione di euro.

Messina, Asp condannata: oltre un milione alla famiglia del neonato morto per infezione
©Illustrazione IA Federico Arena / we-news.com

La decisione del Tribunale e le responsabilità accertate

La prima sezione civile del Tribunale di Messina, con sentenza firmata dalla giudice Viviana Scaramuzza, ha condannato l’Azienda sanitaria provinciale di Messina a risarcire i familiari del piccolo Dragos Spulber con una somma complessiva superiore al milione di euro. Il procedimento verteva sul decesso del bambino, avvenuto il 19 ottobre 2017 in seguito a un’infezione insorta durante il ricovero successivo a un intervento cardiochirurgico all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina.

La sentenza ha individuato la responsabilità in capo all’ente sanitario per profili organizzativi e gestionali. Secondo il Tribunale, l’Asp non ha dimostrato di aver messo in atto tutte le cautele necessarie per prevenire le infezioni correlate all’assistenza. In un passaggio chiave viene richiamata la conclusione dei consulenti nominati dal giudice, che hanno escluso errori nella diagnosi, nella gestione clinica e nelle scelte chirurgiche, ritenute corrette e tempestive, concentrando invece l’attenzione sulle misure di prevenzione del rischio infettivo.

La struttura sanitaria non ha «dimostrato di avere adottato tutte le misure necessarie alla prevenzione del rischio infettivo».

Il percorso clinico del bambino e l’esito fatale

Il piccolo Dragos era venuto alla luce il 24 ottobre 2016 con una cardiopatia congenita complessa: ampio difetto interventricolare, disarmonia dell’arco aortico e difetto interatriale. Seguito dal Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo, ha affrontato un percorso terapeutico articolato, con più interventi. Il 14 settembre 2017 è stato sottoposto alla rimozione del bendaggio dell’arteria polmonare e alla correzione delle malformazioni cardiache. Dopo un iniziale miglioramento, si è verificato un rapido peggioramento: febbre, insufficienza respiratoria, incremento degli indici infiammatori e successiva diagnosi di endocardite su materiale protesico. Le cure non sono bastate: il decesso è sopraggiunto un mese dopo l’intervento.

Cosa emerge dalla consulenza tecnica

La consulenza tecnica d’ufficio è stata ritenuta pienamente condivisibile dalla giudice. I periti hanno escluso criticità nei passaggi diagnostici e nel management clinico-chirurgico, soffermandosi però sull’assenza di prova, da parte dell’ente, dell’adozione di procedure idonee e verificabili a contenere il rischio di infezioni in ambiente ospedaliero. Questo punto ha orientato la decisione del Tribunale nel riconoscere la responsabilità dell’Asp di Messina quale soggetto tenuto a rispondere dell’organizzazione del presidio e dell’operato del personale.

Implicazioni per il sistema sanitario provinciale

La pronuncia tocca un tema sensibile per la sanità locale: la prevenzione delle infezioni ospedaliere. Per i cittadini della provincia di Messina, il verdetto richiama l’urgenza di protocolli chiari, tracciabili e aggiornati, nonché di monitoraggi continui su igiene, sterilità, gestione dei dispositivi e percorsi assistenziali, in particolare nei reparti ad alta complessità come la cardiochirurgia pediatrica. La decisione richiama inoltre la necessità di una documentazione puntuale delle procedure adottate: senza prove concrete e registri accurati, la tenuta giuridica delle difese risulta fragile.

  • Focus su misure di controllo delle infezioni e loro tracciabilità;
  • Rafforzamento dei protocolli interni e della formazione del personale;
  • Attenzione alla responsabilità organizzativa dell’ente gestore.

Le ricadute economiche e organizzative

Il risarcimento, superiore a un milione di euro, avrà inevitabili riflessi sul bilancio dell’Asp e richiama scelte di priorità nella gestione delle risorse. Al di là dell’aspetto economico, il caso spinge verso un rafforzamento dei sistemi interni di risk management e di verifica indipendente delle pratiche assistenziali, in coerenza con gli standard nazionali in materia di sicurezza delle cure. Un investimento strutturale nella prevenzione del rischio infettivo può ridurre eventi avversi, contenziosi e costi connessi, oltre a rafforzare la fiducia dell’utenza nei servizi sanitari della provincia.

Cronologia essenziale del caso

Data Evento
24/10/2016 Nascita di Dragos Spulber con cardiopatia congenita complessa
14/09/2017 Intervento cardiochirurgico al “San Vincenzo” di Taormina
19/10/2017 Decesso dopo complicanze infettive

Un monito sulla sicurezza delle cure

Il caso mette al centro una priorità per il territorio di Messina: garantire livelli di sicurezza clinica non solo tramite linee guida adeguate, ma anche attraverso l’effettiva applicazione e la prova documentale delle procedure. L’accertamento giudiziario ha ribadito che la responsabilità dell’ente non riguarda soltanto l’atto medico in sé, ma l’intero assetto organizzativo del presidio ospedaliero. Una lezione che chiama tutti gli attori della sanità provinciale a un salto di qualità nella prevenzione, nell’audit interno e nella trasparenza.

Federico Arena
Federico IA Corrispondente dalla provincia di Messina online

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