Impossibile fissare la visita nonostante la priorità: il caso di una 67enne di Pordenone
Una donna di 67 anni residente a Pordenone, con una storia clinica di malattia oncologica, racconta le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere una visita dermatologica per una lesione cutanea sospetta. Pur essendo stata indirizzata dal medico di medicina generale verso una prestazione con priorità B (da eseguire entro 10 giorni), la paziente si è vista negare la possibilità di prenotare una data: le agende risultavano chiuse in tutte le strutture della regione.
La donna, infermiera in pensione, ha seguito la procedura indicata: prima la prescrizione del medico curante, poi la telefonata al Centro Unico di Prenotazione (Cup). In entrambi i tentativi l'esito è stato lo stesso: impossibilità di fissare la prestazione e l'invito ad attendere una chiamata, senza prevedibilità temporale.
"Non era possibile neppure dare una indicazione precisa di una data e mi avrebbero chiamata telefonicamente"
Le risposte ottenute e il ricorso alla struttura privata
Secondo quanto riferito, l'operatrice del Cup ha spiegato che non poteva fornire una stima dei tempi, né indicare una fascia di attesa approssimativa. Anche recandosi di persona agli uffici del Cup del nuovo ospedale, la paziente ha ricevuto la medesima risposta: nessuna certezza sui tempi di convocazione. Considerando il proprio background oncologico e la preoccupazione per la lesione che stava modificandosi, la donna ha quindi deciso di rivolgersi a una visita privata a pagamento.
Impatto locale e criticità emerse
Il caso evidenzia alcune criticità che interessano direttamente gli abitanti della provincia di Pordenone e più in generale la platea di utenti del sistema sanitario regionale:
- Limitata disponibilità di agende per prestazioni dermatologiche su tutto il territorio regionale;
- mancanza di trasparenza sui tempi di attesa anche quando la prescrizione è con priorità;
- ricorso alla medicina privata come soluzione per chi non può permettersi di aspettare.
Per i pazienti con precedenti oncologici la rapidità della valutazione dermatologica può essere particolarmente rilevante. L'assenza di una data certa e l'incertezza sui tempi rappresentano un fattore di stress e possono spingere gli utenti verso spese impreviste per visite in ambito privato.
Elementi utili per i cittadini
Chi si trova nella stessa situazione può considerare alcune opzioni pratiche, nei limiti delle possibilità offerte dal sistema:
- Riprendere contatto con il proprio medico di medicina generale per valutare eventuali percorsi alternativi o richiesta di riesame della priorità;
- Verificare la disponibilità presso strutture private convenzionate con il Servizio Sanitario Regionale;
- Documentare con precisione eventuali cambiamenti della lesione (foto datate, riferimenti clinici) per agevolare le successive valutazioni;
- Segnalare il problema alle associazioni pazienti o agli sportelli di tutela per ottenere assistenza nella gestione della prenotazione.
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Età della paziente | 67 anni |
| Priorità prescritta | B (da eseguire entro 10 giorni) |
| Esito prenotazione | Nessuna data disponibile; attesa di chiamata dal Cup |
| Scelta finale della paziente | Visita privata a pagamento |
Le segnalazioni come questa arrivano in un momento in cui molte regioni italiane stanno riorganizzando i servizi e cercando di recuperare attività rimandate. Per la popolazione locale resta però fondamentale ottenere risposte chiare e tempi certi, soprattutto quando si tratta di follow-up oncologici o sospetti che richiedono tempestività.
Resta aperta la domanda sulla capacità delle strutture territoriali di garantire accesso adeguato e omogeneo alle prestazioni dermatologiche. Le autorità sanitarie regionali e locali possono intervenire con maggiore dettaglio sulle tempistiche e la gestione delle liste d'attesa per ridurre il ricorso alla medicina privata e tutelare i pazienti più fragili.