Il dossier e la fotografia termica della Campania
Il rapporto “Caldo senza confini: diseguaglianze climatiche nei capoluoghi di provincia in Campania”, diffuso da Legambiente, offre una mappa delle temperature al suolo registrate nell'ultimo decennio (2015–2025) nei cinque capoluoghi campani. L'indagine mette in relazione la crisi climatica con le disuguaglianze sociali e documenta il fenomeno delle isole di calore urbane superficiali, aree in cui asfalto, cemento e superfici impermeabili trattengono calore in modo anomalo.
“Caldo senza confini: diseguaglianze climatiche nei capoluoghi di provincia in Campania”
Nel dossier le differenze interne alle città emergono con chiarezza: si registrano scarti termici significativi tra zone più verdi o collinari e aree fortemente urbanizzate o industriali. I dati citati rientrano nelle evidenze elaborare dal CNR-IBE e dall'ISPRA sulle temperature superficiali urbane.
Cosa rileva per Benevento
Per il capoluogo sannita il report segnala che, nei punti caldi strategici, le temperature al suolo possono raggiungere i 50°C. Si tratta di valori di superficie che, durante le ondate di calore estive, superano nettamente le medie stagionali e che enfatizzano il divario tra aree urbane più e meno impermeabilizzate.
- 50°C al suolo nei punti più caldi di Benevento (valore riportato dal dossier);
- in altre città campane si osservano differenze interne fino a 7°C (es. Napoli) e 6°C a Salerno;
- Ad Avellino la media cittadina citata è di 36°C, con picchi di 44°C nel centro urbano.
Implicazioni per la provincia e per i residenti
Questi dati hanno ricadute pratiche immediate per la popolazione della provincia: il surriscaldamento delle superfici urbane aumenta il disagio thermique nelle ore serali, peggiora la qualità dell'aria e può accentuare la vulnerabilità di anziani, bambini e persone con patologie croniche. Inoltre, la scaldata del suolo influisce sui consumi energetici (maggiore uso di climatizzazione) e sulle condizioni di lavoro all'aperto.
Dal punto di vista urbano, le aree con alta impermeabilizzazione mostrano la necessità di interventi mirati come il potenziamento del verde pubblico, la riduzione delle superfici asfaltate non necessarie e l'adozione di materiali che riducano l'accumulo di calore.
Confronti tra capoluoghi campani
Il dossier confronta i cinque capoluoghi della regione, offrendo una panoramica utile a valutare politiche locali e interventi di mitigazione:
| Capoluogo | Dato saliente (decennio 2015–2025) |
|---|---|
| Benevento | 50°C in punti caldi al suolo |
| Napoli | Temperature medie estive al suolo intorno a 41–42°C; differenze interne > 7°C |
| Salerno | Divario interno fino a 6°C |
| Caserta | Media estiva al suolo 38°C |
| Avellino | Media cittadina indicata 36°C, centro a 44°C |
Quali passi attendersi a livello locale
I responsabili comunali e provinciali sono chiamati a considerare il dossier come base per misure di adattamento e mitigazione sul territorio. Interventi possibili, suggeriti dalle evidenze internazionali e nazionali, comprendono:
- incremento e manutenzione del verde urbano e delle alberature;
- uso di materiali con minore capacità di accumulo termico per pavimentazioni e coperture;
- progetti di rinaturalizzazione di aree dismesse e bordo stradale;
- monitoraggio più capillare delle temperature superficiali per individuare le priorità d'intervento.
Per i cittadini le raccomandazioni pratiche restano quelle di proteggere le fasce più vulnerabili durante le ondate di calore e di segnalare agli uffici competenti situazioni di rischio o aree particolarmente surriscaldate.
Il dossier di Legambiente offre dunque una fotografia utile per valutare l'urgenza di politiche locali e per orientare risorse verso azioni che riducano le disuguaglianze climatiche all'interno dei centri urbani della Campania.