Vescovi della metropolia condannano il rogo ad Airola e chiedono priorità alla salute
Il vasto incendio che ha interessato uno stabilimento dedicato allo stoccaggio e al riciclo dei rifiuti nell'area Pip di Airola (Bn) è stato definito «una ferita al nostro territorio» dai vescovi della metropolia di Benevento. La dichiarazione, sottoscritta da mons. Michele Autuoro, mons. Giuseppe Mazzafaro, mons. Arturo Aiello, mons. Sergio Melillo, mons. Pasquale Cascio e dom Riccardo Luca Guariglia, richiama l'attenzione sulla necessità di porre la salute pubblica al di sopra di qualsiasi interesse burocratico o economico.
Nel testo diffuso, i presuli esprimono solidarietà a chi è impegnato negli interventi per il contenimento del rogo e per il superamento dell'emergenza, richiamando al contempo una responsabilità diffusa verso la tutela delle risorse ambientali e culturali del territorio.
“Una ferita al nostro territorio. La salute venga prima di ogni interesse”.
Secondo i vescovi, l'incendio non può essere ridotto a un evento isolato: rappresenta, invece, un sintomo di problemi più ampi legati a fragilità delle aree interne, a disattenzioni nella gestione ambientale e a visioni che rischiano di relegare queste zone a un inevitabile declino.
La presa di posizione richiama anche le parole di mons. Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, cui i presuli uniscono la propria voce: la terra è «fortemente segnata» da forme di inquinamento che l'azione umana e la mancanza di cura hanno contribuito a creare. Per questo motivo invocano un cambio di paradigma che ponga la salute e il bene comune come criteri prioritari nelle scelte che riguardano impianti industriali e sistemi di gestione dei rifiuti.
Per i cittadini della provincia la nota dei vescovi contiene tre implicazioni concrete:
- Salute pubblica: la priorità dichiarata è la tutela della popolazione esposta a eventuali ricadute inquinanti a seguito dell'incendio.
- Controllo e vigilanza: la chiamata alla responsabilità investe le autorità competenti, chiamate a verifiche su prevenzione e manutenzione degli impianti.
- Consapevolezza civica: l'episodio deve stimolare attenzione collettiva sul valore del territorio e sulle pratiche di gestione dei rifiuti.
Il richiamo dei vescovi si iscrive in un dibattito più ampio sullo stato delle aree interne: si sottolinea il patrimonio culturale, le tradizioni religiose e la bellezza naturale come risorse da custodire e valorizzare, non come fattori secondari o sacrificabili in nome di interessi diversi.
Da un punto di vista operativo, resta centrale conoscere gli esiti delle attività di monitoraggio ambientale e gli accertamenti sulle cause dell'incendio. Le autorità sanitarie e i soggetti tecnici incaricati dovranno chiarire eventuali rischi per la popolazione e indicare misure di precauzione. Allo stesso tempo, la comunità locale attende risposte sulle procedure di autorizzazione e controllo degli impianti presenti nella zona Pip interessata.
La nota dei presuli si conclude con un appello alla responsabilità di chi ha il compito di vigilare e prevenire, augurandosi che l'episodio induca «un sussulto per le coscienze» e spinga a non delegare esclusivamente ad altri la cura dell'ambiente e della salute comune.
| Chi ha firmato | Qualifica |
|---|---|
| mons. Michele Autuoro | Arcivescovo di Benevento |
| mons. Giuseppe Mazzafaro | Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti |
| mons. Arturo Aiello | Vescovo di Avellino |
| mons. Sergio Melillo | Vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia |
| mons. Pasquale Cascio | Arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia |
| dom Riccardo Luca Guariglia | Abate ordinario di Montevergine |
Per la popolazione di Airola e dei comuni limitrofi resta quindi aperta la sfida di trasformare l'allarme in azioni concrete: controlli più stringenti, trasparenza sulle pratiche di gestione dei rifiuti e misure di tutela della salute. La voce dei vescovi contribuisce a tenere alta l'attenzione su questi bisogni e a sollecitare risposte immediate dalle istituzioni competenti.