Appello per evitare la "desertificazione" dell'assistenza primaria
Gli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri delle province di Avellino e Benevento hanno rivolto un appello alla Regione Campania per un aumento delle borse destinate al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG). La richiesta nasce dalla preoccupazione per la scarsità di medici di famiglia che rischia di compromettere la continuità delle cure, in particolare nei paesi interni e nelle aree con popolazione anziana.
Secondo i rappresentanti degli Ordini, i territori dell'Irpinia e del Sannio sono particolarmente esposti: l'invecchiamento demografico, lo spopolamento e le numerose pensioni in arrivo contribuiranno a ridurre ulteriormente la presenza di medici sul territorio. Pur registrando un forte interesse dei giovani medici ad accedere al percorso formativo, il numero di posti sostenuti dal bilancio regionale risulta, a loro avviso, insufficiente per garantire il necessario ricambio generazionale.
“Senza un intervento straordinario e programmato della Regione Campania — sul modello virtuoso già adottato da altre realtà regionali — il rischio concreto è quello di desertificare l'assistenza primaria nelle aree interne e periferiche”
L'istanza degli Ordini sottolinea come l'incremento delle borse non debba essere considerato un mero onere di spesa, ma una scelta strategica per consolidare la sanità di prossimità. L'investimento nelle borse è visto come misura essenziale per preservare il diritto alla salute e la continuità assistenziale su tutto il territorio regionale.
Quali sono le conseguenze locali
- Riduzione dell'accesso alle cure: meno medici di famiglia significa liste d'attesa più lunghe e maggiori difficoltà per le persone anziane o con scarsa mobilità a ricevere assistenza.
- Sovraccarico dei servizi ospedalieri: la carenza di punti di prima assistenza può incrementare i ricoveri impropri e le visite al pronto soccorso.
- Fuga dei giovani professionisti: senza opportunità formative e contrattuali adeguate, i giovani medici potrebbero trasferirsi in altre regioni o all'estero.
Per gli abitanti delle aree interne del Beneventano e dell'Avellinese queste dinamiche si traducono in minore vicinanza di servizi essenziali. La richiesta degli Ordini punta a una risposta rapida e strutturata da parte delle istituzioni regionali, con stanziamenti che permettano di aumentare i posti disponibili nel CFSMG e programmare il fabbisogno di personale per gli anni a venire.
Misure proposte e punti critici
Nel documento congiunto gli Ordini richiamano la necessità di adottare pratiche già sperimentate in altre regioni, ovvero programmi straordinari di finanziamento e pianificazione per garantire il turnover dei medici di medicina generale. Tra gli aspetti evidenziati:
- la tutela delle aree interne e periferiche attraverso incentivi mirati;
- la programmazione pluriennale delle borse per evitare soluzioni tampone;
- la necessità di monitorare il fabbisogno reale per adattare i finanziamenti.
Di seguito una sintesi schematica delle criticità segnalate e delle potenziali ricadute sul territorio:
| Criticità | Effetto atteso senza intervento |
|---|---|
| Scarsità di borse CFSMG | Numero insufficiente di medici formati per sostituire i pensionamenti |
| Invecchiamento e spopolamento | Maggiore domanda di cure, ridotta offerta locale |
| Pensionamenti massicci | Perdita di presidi sanitari nelle aree rurali |
Gli Ordini concludono chiamando le istituzioni regionali a trasformare l'appello in misure concrete e finanziate. Per i cittadini del Sannio e dell'Irpinia la posta in gioco è direttamente legata alla capacità del sistema sanitario di garantire assistenza vicina e continua.
Implicazioni pratiche per i residenti: monitorare le comunicazioni delle Asl locali su eventuali programmi di reclutamento e formazione, e interloquire con i rappresentanti comunali per sollecitare interventi che tutelino l'accesso alla medicina di base.