Decine di richieste di soccorso tra città e provincia
Un fine settimana segnato da caldo torrido e vento ha messo alla prova il sistema di soccorso nel Messinese. Nella giornata di ieri la sala operativa del Comando provinciale dei Vigili del fuoco è stata subissata da chiamate per incendi di vegetazione e di interfaccia, con squadre impegnate in concomitanza su più fronti. A fine giornata si contano oltre 40 interventi distribuiti tra la città di Messina e diversi comuni della provincia.
Roghi vicino all’IRCCS e fiamme sui Colli Sarrizzo
Tra le situazioni più delicate, quella sviluppatasi a ridosso dell’IRCCS “Bonino Pulejo”, nella zona dei Colli Sarrizzo, dove le fiamme hanno lambito l’area prossima all’eliporto. L’azione rapida dei Vigili del fuoco, sostenuta dai mezzi aerei in volo per ore, ha consentito di contenere l’avanzata del fuoco, evitando ripercussioni sulla struttura sanitaria e sulla pubblica incolumità. Anche dopo il rientro dei velivoli, il lavoro a terra è proseguito fino a tarda sera per mettere in sicurezza gli ultimi focolai.
Zona jonica sotto pressione: criticità ad Allume
Il fronte più impegnativo si è registrato lungo la riviera jonica. Nel territorio di Roccalumera, la frazione di Allume è stata interessata da un vasto incendio che, sospinto dal vento e dalle alte temperature, ha richiesto un impegno prolungato delle squadre. Altri roghi hanno coinvolto le campagne di Nizza di Sicilia e le aree di Alcontres e del parco suburbano di Buticari, propagandosi fino ai territori confinanti. In più punti, le fiamme si sono avvicinate ad abitazioni rurali, generando forti preoccupazioni tra i residenti; al momento, non si registrano conseguenze per le persone.
Collina tra Cataratti e Casazza: superficie ampia e vento teso
Sul versante collinare tra Cataratti e Casazza un ulteriore rogo ha percorso un’area estesa, favorito da raffiche e temperature elevate. Le operazioni di spegnimento sono state complesse, con interventi simultanei in più punti per contenere i diversi fronti.
| Area | Quadro della giornata |
|---|---|
| IRCCS Bonino Pulejo (Colli Sarrizzo) | Fiamme vicine all’eliporto; fronte contenuto dai Vigili del fuoco e dai mezzi aerei |
| Cataratti - Casazza | Incendio su ampia superficie collinare, alimentato da vento e caldo |
| Roccalumera (Allume) | Scenario più critico; vasto incendio gestito con lavoro prolungato a terra |
| Nizza di Sicilia, Alcontres, Buticari | Roghi diffusi, propagazione verso aree limitrofe; apprensione per case rurali |
Allerta caldo: Messina passa al bollino rosso
Al quadro già complesso degli incendi si aggiunge l’innalzamento dell’allerta sanitaria per il caldo. Da lunedì Messina passa al bollino rosso, il livello massimo previsto dal Ministero della Salute per le ondate di calore. La combinazione di temperature elevate e vento, evidenziata nell’ultima ondata, è tra i fattori che stanno rendendo la stagione dei roghi particolarmente intensa.
Cosa cambia per i residenti e indicazioni pratiche
Con focolai che si ripresentano giorno dopo giorno e una soglia di attenzione destinata a restare alta, è essenziale adottare comportamenti prudenti. In contesti di rischio come quelli registrati, è utile:
- evitare l’uso di fiamme libere e strumenti che possano generare scintille in aree verdi;
- non abbandonare rifiuti, in particolare mozziconi o materiali infiammabili, a bordo strada e nei terreni;
- se si avvista fumo o fiamme, allertare tempestivamente i numeri di emergenza e indicare con precisione il punto di innesco;
- in caso di fumo denso, chiudere porte e finestre, proteggere le vie respiratorie e limitare gli spostamenti non necessari;
- durante i giorni da bollino rosso, idratarsi frequentemente, evitare l’esposizione nelle ore più calde e prestare attenzione a bambini, anziani e persone fragili.
L’impegno congiunto delle squadre a terra e dei velivoli antincendio ha consentito di arginare gli scenari più pericolosi, ma la persistenza delle condizioni meteo impone prudenza e collaborazione da parte di tutti. La stagione, entrata nel vivo, richiede una vigilanza costante soprattutto nelle aree collinari, periurbane e lungo la fascia jonica, dove il rischio di nuovi inneschi resta elevato.