La sollecitazione alla Regione dopo il caso di Panzano
Si riaccende il dibattito sull'emergenza-urgenza in provincia di Gorizia. Il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha depositato un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta Fedriga chiedendo il ripristino immediato delle automediche presso gli ospedali di Monfalcone e Gorizia. La richiesta segue il decesso di un operaio di 60 anni, colto da arresto cardiorespiratorio lo scorso 28 maggio a Panzano di Monfalcone, episodio che ha riportato l’attenzione sulle criticità dei tempi di intervento nel soccorso territoriale.
«Il tragico decesso dell'operaio di 60 anni, colto da arresto cardiorespiratorio lo scorso 28 maggio a Panzano di Monfalcone, riaccende i riflettori su una gestione dell'emergenza-urgenza che presenta intollerabili criticità nei tempi di intervento»
Nella sua nota, Honsell riferisce di scostamenti rilevati dai dati della centrale Sores rispetto agli standard previsti per i codici rossi, dove la tempestività fa la differenza in termini di sopravvivenza.
Cosa cambia sul territorio isontino
Secondo il consigliere, la precedente soppressione delle automediche in servizio a Monfalcone e Gorizia ha lasciato l’area più scoperta, con la presenza di un solo mezzo chiamato a coprire anche i trasferimenti dei pazienti critici verso Trieste e Udine. Una configurazione che, nella lettura proposta, inciderebbe su copertura territoriale e tempi di arrivo nei casi più gravi.
| Presidio | Dotazione automedica (ieri) | Dotazione automedica (oggi) |
|---|---|---|
| Ospedale di Monfalcone | In servizio | Soppressa |
| Ospedale di Gorizia | In servizio | Soppressa |
| Area isontina | Mezzi dedicati sui due presidi | Un solo mezzo con copertura anche per trasferimenti verso Trieste e Udine |
Honsell definisce questa situazione un vulnus per la tutela della vita e della salute, ricordando una mobilitazione popolare che in passato aveva presidiato il tema del soccorso territoriale.
I punti centrali dell'interrogazione
- Verifica dei tempi di processamento delle chiamate da parte della Sores nei casi più critici.
- Ripristino urgente del servizio di automedica presso i presìdi di Monfalcone e Gorizia.
- Allineamento dell’offerta assistenziale dell’Isontino agli standard previsti dal DM 70/2015.
La sollecitazione si concentra quindi sia sull’organizzazione della rete 118 sia sulla dotazione dei mezzi, nel quadro della normativa nazionale sugli standard ospedalieri.
Tempi di intervento e impatto per i cittadini
Nei codici rossi, ogni minuto pesa: è su questo snodo che l’intervento politico chiede chiarimenti e correttivi. La centralizzazione di alcuni mezzi e la necessità di garantire anche i trasferimenti interprovinciali potrebbero determinare una maggiore competizione tra esigenze operative, con potenziali allungamenti dei tempi di arrivo sul luogo dell’emergenza. Per i residenti di Gorizia e del restante territorio provinciale, la disponibilità di un’automedica nelle immediate vicinanze incide sulle prime manovre salvavita e sull’integrazione con ambulanze e personale infermieristico.
La richiesta di ripristino mira dunque a ridurre le latenze nelle fasi d’allerta, invio e arrivo, nell’ottica di una presa in carico più tempestiva e diffusa su tutta l’area isontina.
Il riferimento agli standard nazionali
Nell’interrogazione, Honsell cita il DM 70/2015, cornice di riferimento per gli standard dell’assistenza ospedaliera. La richiesta è di riportare l’offerta dell’Isontino in piena conformità con tali parametri. Il nodo, in termini locali, riguarda la disponibilità effettiva di mezzi e professionisti capaci di attivare interventi avanzati sul territorio in attesa dell’eventuale trasferimento verso i centri di riferimento regionali.
Le prossime mosse e il dibattito in Consiglio
Con il deposito dell’interrogazione, il tema approda in Consiglio regionale. La Giunta è chiamata a rispondere sulla tempistica delle chiamate Sores e sulla rete dei mezzi a disposizione tra Monfalcone, Gorizia e i collegamenti con Trieste e Udine. In attesa delle risposte ufficiali, il confronto tra livelli istituzionali e comunità locali si concentra su un obiettivo condiviso: garantire tempi di soccorso adeguati e capillarità del servizio in tutto il territorio.
Per i cittadini, le prossime settimane saranno decisive per capire se si andrà verso una rimodulazione della dotazione dei mezzi avanzati sul territorio isontino o verso altre soluzioni organizzative. Il caso di Panzano ha acceso una discussione che tocca la quotidianità delle comunità locali, rimettendo al centro il valore della prossimità nei servizi di emergenza.