I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) hanno eseguito una serie di ispezioni in diverse località della provincia di Latina che si sono concluse con il sequestro amministrativo di 230 confezioni di conserve, la chiusura immediata di un deposito alimentare e la sospensione di una rivendita di alimenti e bevande. Le sanzioni amministrative complessive ammontano a 4.000 euro.
Le evidenze emerse durante i controlli
Nel corso delle verifiche, i militari hanno riscontrato situazioni differenti ma tutte rilevanti dal punto di vista della sicurezza alimentare. In un locale collegato a un ristorante-pizzeria, situato nella zona meridionale della provincia, il NAS ha individuato un deposito utilizzato per conservare alimenti che non risultava notificato all'Autorità Sanitaria e presentava gravi carenze sia igienico-sanitarie sia strutturali. Il Dipartimento di Prevenzione dell'ASL, su segnalazione del NAS, ha disposto l'immediata cessazione dell'attività del deposito, accompagnata da una sanzione amministrativa di 1.000 euro al titolare.
Un secondo intervento, inserito nella strategia di controllo denominata “Stabilimenti Produzione Conserve Alimentari”, ha riguardato un'azienda dell'entroterra settentrionale della provincia. L'ispezione ha rilevato l'assenza di procedure idonee per il monitoraggio del livello di pH delle salamoie, parametro essenziale per prevenire lo sviluppo del botulino e di altri microrganismi pericolosi nelle conserve. Per la mancata predisposizione delle procedure HACCP, i militari hanno sottoposto a sequestro 230 confezioni e contestato al legale rappresentante una sanzione di 2.000 euro.
Infine, in una rivendita di alimenti e bevande ubicata in un comune costiero dell'area sud pontina, il NAS ha riscontrato un quadro di grave degrado igienico e strutturale: disordine diffuso, accumulo di sporcizia sotto le attrezzature, materiale accatastato che impediva una corretta pulizia, ragnatele e parti del controsoffitto divelte. È stata inoltre registrata la totale assenza della documentazione relativa agli interventi obbligatori di disinfestazione e derattizzazione. Anche in questo caso l'ASL ha confermato le criticità rilevate dal NAS e sono state adottate le conseguenti misure restrittive.
Implicazioni per i consumatori e gli operatori
Le ispezioni confermano l'importanza del rispetto delle normative igienico-sanitarie e delle procedure di autocontrollo per le aziende alimentari. Il controllo del pH nelle preparazioni conservate è un esempio concreto di procedura preventiva che tutela la salute dei consumatori: senza monitoraggi adeguati, aumentano i rischi legati a microrganismi come il Clostridium botulinum.
- Per i cittadini: evitare l'acquisto e il consumo di prodotti provenienti da attività sottoposte a sequestro o sospensione e prestare attenzione alle avvertenze delle autorità sanitarie locali.
- Per gli esercenti: aggiornare e documentare le procedure HACCP, mantenere ambienti puliti e condizioni strutturali idonee, eseguire regolari interventi di disinfestazione e derattizzazione.
Le autorità hanno ribadito che i controlli proseguiranno per garantire la sicurezza della filiera alimentare sul territorio provinciale e tutelare la salute pubblica.