Un'ipotesi che riapre il dibattito sulla mobilità ferroviaria nel Biellese
Nel corso dell'inaugurazione del cantiere della Pedemontana piemontese il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha affrontato il tema delle linee ferroviarie nell'area nord‑est del Piemonte, indicando la possibilità di realizzare un collegamento diretto Biella‑Milano. Allo stesso tempo il ministro ha sottolineato che, a causa dell'affollamento della rete, la nuova soluzione potrebbe comportare la rinuncia a due collegamenti Torino‑Milano via Novara.
Le parole del ministro riportate da La Voce di Novara pongono il problema sul tavolo dei territori interessati: secondo Salvini «stiamo ragionando anche sulla ferrovia Biella‑Novara‑Milano. Però i piemontesi dovranno mettersi d'accordo». La valutazione, ha aggiunto, dovrà tenere conto dell'attuale capacità della rete, già sollecitata dalle numerose corse sulla direttrice Torino‑Milano.
«Per avere un collegamento diretto Biella‑Milano, visto l’affollamento della rete, potrebbe essere necessario rinunciare a due collegamenti Torino‑Milano che passano da Novara. Oggi la Torino‑Milano è già molto ben servita, mentre la Biella‑Milano non lo è».
La dichiarazione chiama in causa non solo il territorio biellese, che da tempo reclama collegamenti più rapidi e diretti verso Milano, ma anche la provincia di Novara e i migliaia di pendolari che quotidianamente utilizzano la linea Torino‑Milano. Il ministro ha altresì ribadito l'importanza strategica della direttrice Torino‑Milano: secondo quanto riferito, Ferrovie dello Stato sta lavorando per aumentarne l'efficienza e sono in corso investimenti per migliorare la situazione che oggi presenta ritardi e cancellazioni.
Interventi in Piemonte e collegamenti con Malpensa
Nel corso dell'incontro Salvini ha ricordato che in Piemonte sono aperti e finanziati cantieri per un valore complessivo di 24 miliardi di euro, citando gli interventi in corso sia sulla rete ferroviaria che su quella autostradale. Un altro tema messo sul tavolo è stato il collegamento con l'aeroporto di Malpensa, che da anni rappresenta una criticità infrastrutturale per il Novarese. Il ministro ha dichiarato di parlare settimanalmente con il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, e con il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, e ha definito la Vigevano‑Malpensa come «finalmente sbloccata».
- Possibile nuova linea diretta: Biella‑Novara‑Milano.
- Condizione posta dal ministro: riduzione di corse Torino‑Milano via Novara (due collegamenti).
- Contesto: investimenti infrastrutturali in Piemonte per 24 miliardi di euro.
Per i pendolari biellesi la proposta apre scenari concreti: un collegamento diretto con Milano potrebbe ridurre i tempi di viaggio e rendere più competitivo lo spostamento verso il capoluogo lombardo, ma la modifica della rete rischia di creare attriti con gli utenti delle linee attuali e con i territori attraversati. Ogni decisione, come sottolineato dal ministro, dovrà passare attraverso confronti territoriali e valutazioni sulla gestione dei flussi ferroviari.
Implicazioni locali e prossimi passi
La proposta richiederà approfondimenti tecnici (capacità della rete, orari, fermate) e politiche (accordi fra province e con Ferrovie dello Stato). Sul piano locale, i temi che richiederanno attenzione sono almeno tre:
- l'impatto sui pendolari attualmente serviti dalla linea Torino‑Milano via Novara;
- la programmazione degli interventi infrastrutturali per garantire capacità e affidabilità;
- il calendario dei confronti istituzionali fra enti locali e Ministero.
| Voce | Dato citato |
|---|---|
| Cantieri aperti e finanziati in Piemonte | 24 miliardi di euro |
| Eventuale rinuncia di collegamenti | Due treni Torino‑Milano via Novara (ipotetici) |
La concreta definizione di tempi e modalità dipenderà dai prossimi incontri fra il Ministero, Ferrovie dello Stato e gli enti locali. Per la provincia di Biella resta aperta la prospettiva di un collegamento più diretto con Milano, ma il cammino per arrivarci passa attraverso scelte che coinvolgono anche altre comunità e flussi di traffico regionale.
Nei prossimi giorni è atteso un confronto pubblico tra le amministrazioni interessate e i rappresentanti nazionali per chiarire gli scenari futuri e le eventuali compensazioni per chi subisse una riduzione dei servizi. Per i pendolari biellesi e novaresi si profila quindi un periodo di negoziazione che definirà l'organizzazione del trasporto ferroviario nell'area nord‑occidentale del Paese.