Sequestro penale dopo il ritrovamento in una cantina di via Bruno Buozzi
Giovedì 13 agosto, intorno alle ore 11, una pattuglia in borghese della Polizia locale ha seguito un uomo che trasportava in un carrello da supermercato quattro split di condizionatori usati e lo ha raggiunto fino a una cantinola di un'abitazione in via Bruno Buozzi. All'interno della cantina gli agenti hanno trovato accatastati rifiuti pericolosi e Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) in quantità considerata ingente.
Con l'arrivo di altre due pattuglie, gli agenti hanno proceduto al sequestro penale dei rifiuti speciali, apponendo i sigilli alla cantinola ai sensi dell'articolo 321 del Codice di Procedura Penale. Le prime dichiarazioni rese dall'uomo fermato hanno permesso di ricostruire la provenienza dei quattro condizionatori: sarebbero stati ricevuti dal titolare di un'impresa edile attivo in un cantiere in un appartamento al piano rialzato sempre in via Buozzi.
Il titolare dell'impresa è stato deferito all'Autorità giudiziaria per il reato di abbandono di rifiuti speciali, illecito che comporta, secondo la normativa, pene che vanno dall'arresto fino a due anni o l'ammenda. All'uomo che trasportava i Raee, non essendo qualificato come gestore ambientale, è stata contestata la gestione non autorizzata di rifiuti e il deposito incontrollato degli stessi.
“Esprimo un sentito apprezzamento per la brillante attività svolta dalle pattuglie intervenute - che conferma l’attenzione di questa amministrazione alle tematiche ambientali. Trovo molto grave che alcune imprese pensino purtroppo di potere abbandonare così impunemente i rifiuti provenienti dalle loro attività, affidandoli a soggetti non titolati alla gestione dei rifiuti, allo scopo soltanto di scaricare sulla collettività i loro costi di smaltimento”.
L'intervento si è svolto alla presenza dell'assessora alla Polizia Locale, Carla Palone, che ha sottolineato l'attenzione dell'amministrazione sui temi ambientali e ha richiamato l'illiceità di pratiche che scaricano i costi di smaltimento sulla collettività.
Conseguenze pratiche per i residenti e profilo giuridico
Il sequestro penale e l'avvio delle indagini hanno due ricadute immediate per i cittadini del quartiere e dell'intera città: da un lato l'interruzione dell'accesso alla cantinola sigillata e la rimozione degli eventuali rischi ambientali legati ai rifiuti pericolosi; dall'altro l'attivazione di un procedimento giudiziario che potrebbe chiarire modalità e responsabilità della gestione dei RAEE nel cantiere coinvolto.
- Luogo dell'intervento: via Bruno Buozzi, Bari.
- Data e ora: 13 agosto, circa ore 11.
- Materiale sequestrato: Raee e rifiuti pericolosi; quattro unità di condizionatori (split).
- Persone coinvolte: titolare di impresa edile deferito; persona che trasportava i Raee denunciata per gestione non autorizzata.
| Reato contestato | Sanzioni previste (fonte normativa) |
|---|---|
| Abbandono di rifiuti speciali | Arresto da 6 mesi a 2 anni o ammenda da €3.000 a €27.000 |
| Gestione non autorizzata di rifiuti | Arresto da 3 mesi a 1 anno o ammenda da €2.600 a €26.000 |
Come cambia la sorveglianza sul territorio
L'azione di contrasto documentata dagli agenti in borghese mostra un'attività di controllo mirata su episodi di smaltimento illecito. Per i cittadini significa una maggiore attenzione alle pratiche di conferimento dei rifiuti ingombranti e dei Raee: la normativa vigente impone percorsi di raccolta e smaltimento specifici e l'affidamento a soggetti autorizzati. L'ipotesi emersa in questo caso — di conferimento da parte di un'impresa a persone non abilitate — è proprio uno dei meccanismi che le autorità cercano di interrompere per tutelare salute pubblica e decoro urbano.
Le indagini proseguiranno per ricostruire compiutamente la filiera dei rifiuti ritrovati e per stabilire eventuali ulteriori responsabilità. Alla cittadinanza resta il monito dell'amministrazione: segnalare comportamenti sospetti e rispettare le procedure di smaltimento per evitare rischi ambientali e sanzioni.