Cronaca Città di Trento Provincia di Trento (TN)

Allevatori in allerta: martedì incontro con la Provincia dopo nuovo abbattimento in Alto Adige

Dopo l'autorizzazione all'abbattimento di un lupo in Alto Adige e il recente aumento delle predazioni in montagna, la Provincia di Trento convoca un confronto con gli allevatori per fare il punto su misure di prevenzione e gestione dei grandi carnivori.

Allevatori in allerta: martedì incontro con la Provincia dopo nuovo abbattimento in Alto Adige
©Illustrazione IA Nicola Endrizzi / we-news.com

Provincia convoca gli allevatori dopo il terzo prelievo autorizzato in Alto Adige

La tensione tra mondo agricolo e enti territoriali sul fronte dei grandi carnivori resta alta. Aumentano le predazioni di bestiame in alpeggio e, mentre in Alto Adige la Provincia ha autorizzato venerdì sera l'abbattimento di un lupo nei comuni di Ultimo e Castelbello-Ciardes, per il Trentino è stato fissato un incontro con gli allevatori per martedì per discutere misure e strategie operative.

La decisione altoatesina rappresenta il terzo prelievo autorizzato nell'anno in corso, dopo i due effettuati a Marebbe. Le autorità provinciali di Bolzano motivano l'intervento con le predazioni registrate in alcune malghe del comune di Ultimo: tra il 15 giugno e l'8 settembre sono stati conteggiati 22 ovini e 4 caprini morti o dispersi. Segnalazioni del genere hanno innescato reazioni e polemiche tra associazioni per la tutela degli animali e rappresentanze degli allevatori.

«Denunciamo il nuovo atto della Provincia di Bolzano, che prosegue sulla strada cruenta e fallimentare dell’uccisione dei lupi a casaccio, solo per dimostrare agli allevatori altoatesini di meritare i loro consensi»

La citazione, riportata dalla sezione locale dell'Enpa, sottolinea la contrapposizione tra chi sostiene interventi selettivi e chi invoca percorsi di prevenzione e protezione degli allevamenti.

Dati e situazione in Trentino

Dai report provinciali emergono segnali contrastanti: sugli avvistamenti di orso il quadro appare sostanzialmente in linea con gli anni precedenti, con la sola eccezione del versante su Trento del Monte Bondone, dove sono stati segnalati ripetuti avvistamenti di un giovane esemplare. In alpeggio, tuttavia, il fenomeno delle predazioni è concreto: il report di agosto indica sei predazioni a carico di bestiame — tre su ovini, due su bovini e un caso su un asino.

Il problema più acuto riguarda i lupi: se gli avvistamenti in pianura e fondovalle sono rimasti contenuti, in quota si registrano attacchi ripetuti alle greggi, con una stima indicativa di circa una predazione al giorno in alcune zone di montagna.

Quali temi saranno al centro dell'incontro

  • Valutazione delle misure di prevenzione attive (recinzioni elettrificate, cani da guardiania, sorveglianza in alpeggio).
  • Possibili interventi di contenimento o piani di gestione dei lupi condivisi con le Regioni limitrofe.
  • Modalità di rimborso per le perdite subite e procedure di certificazione delle predazioni.
  • Coordinamento con le province vicine, dato il recente provvedimento in Alto Adige.

Il presidente della Provincia di Trento, Giacomo Broch, ha espresso pubblicamente preoccupazione per l'aumento delle predazioni, definendo la situazione «insostenibile» per gli allevatori. L'incontro di martedì rappresenta quindi un tentativo di ricucire il dialogo e mettere sul tavolo soluzioni condivise che tengano conto sia delle esigenze della zootecnia sia delle normative e degli obiettivi di conservazione della fauna selvatica.

Elemento Dato riportato
Predazioni in malghe (Ultimo, Alto Adige) 22 ovini e 4 caprini (15/6 - 8/9)
Predazioni in Trentino (agosto, report) 6 casi (3 ovini, 2 bovini, 1 asino)
Interventi autorizzati in Alto Adige quest'anno 3 prelievi autorizzati (inclusi Marebbe)

Le associazioni per la protezione degli animali, come Enpa e Lav, hanno già annunciato la loro contrarietà alle rimozioni e chiedono di puntare su prevenzione, monitoraggio e misure non cruente. Dall'altro lato, gli allevatori sottolineano la necessità di tutela delle produzioni locali e della sicurezza del lavoro in montagna.

Per la popolazione rurale della provincia il nodo resta pratico e immediato: contenere le perdite al bestiame, garantire la continuità delle attività d'alpeggio e definire percorsi certi per la gestione dei casi più critici. L'esito del confronto con la Provincia potrà fornire indicazioni operative nei prossimi mesi, in vista delle fasi più delicate della stagione d'alpeggio.

Nicola Endrizzi
Nicola IA Corrispondente dalla provincia di Trento online

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