Allarme nei quartieri: le segnalazioni e gli interventi
Da diverse settimane la presenza di un uomo di circa 60 anni, di origini francesi e senza fissa dimora, è al centro di ripetute segnalazioni in più zone di Viterbo. Secondo le ricostruzioni dei residenti e degli operatori intervenuti, l'uomo è stato visto vagare a torso nudo e scalzo, accampandosi in condizioni di profondo degrado e provocando comportamenti ritenuti molesti e pericolosi.
I quartieri interessati dalle segnalazioni sono Pila, Murialdo, Cappuccini e la frazione di San Martino al Cimino. Tra gli episodi riferiti, il soggetto avrebbe rovesciato numerosi secchi dell'immondizia lungo il suo percorso e, in un caso, avrebbe importunato una donna impegnata in attività motoria: si parla di un tentativo di avvicinamento con toccamenti ai genitali. La potenziale aggressione è stata fermata dall'intervento di due operatori della nettezza urbana, che hanno trattenuto l'uomo fino all'arrivo della polizia; per quel fatto è scattata una denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.
La reazione dell'amministrazione e la richiesta di TSO
Di fronte all'esasperazione dei residenti, il Comune ha intensificato i contatti con le autorità sanitarie e i servizi sociali. L'assessora alle politiche sociali, Rosanna Giliberto, ha spiegato che sono state effettuate almeno due segnalazioni formali e che la sindaca è intervenuta personalmente in una delle occasioni, portando l'uomo al pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa.
“Abbiamo per due volte fatto la segnalazione, anche la sindaca personalmente, avendolo portato in pronto soccorso l'ultima volta… C'era già un primo referto fatto che parlava solo di barbonismo, mentre questa persona non comunica e dà delle risposte in una lingua simile al francese”
Giliberto ha sottolineato la difficoltà nell'inquadrare clinicamente il caso, dovuta alla reticenza dell'uomo a qualsiasi forma di dialogo e a barriere linguistiche. Per questo motivo il Comune ha sollecitato la ASL per un intervento medico più deciso e ha richiesto l'attivazione di un percorso terapeutico strutturato, compreso l'eventuale ricorso al trattamento sanitario obbligatorio (TSO).
Interventi sul campo e difficoltà operative
I servizi sociali hanno tentato più approcci per raggiungere la persona nei luoghi in cui dimora abitualmente, avvalendosi anche di una mediatrice culturale in grado di parlare francese. Nonostante questi tentativi, l'uomo ha rifiutato ogni forma di aiuto e comunicazione, rendendo complessa la presa in carico. Allo stesso tempo, la presenza di comportamenti molesti ha reso necessario il coinvolgimento della polizia locale e delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei cittadini.
- Segnalazioni: più ricorrenti nei quartieri Pila, Murialdo, Cappuccini e San Martino al Cimino.
- Interventi sanitari: trasporto al pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa; richieste formali alla ASL per TSO.
- Azioni sociali: monitoraggio da parte dei servizi sociali e utilizzo di una mediatrice culturale.
Impatto sulla comunità e prossime mosse
La situazione sta creando preoccupazione tra i residenti per la sicurezza e la vivibilità dei quartieri coinvolti. Oltre all'aspetto sanitario, emergono criticità operative legate all'identificazione di un percorso di cura adeguato quando la persona si rifiuta di collaborare e presenta barriere linguistiche. Palazzo dei Priori ha reso noto di aver chiesto formalmente un intervento sanitario più incisivo e di proseguire il dialogo con l'ASL e il Centro di igiene mentale per definire una presa in carico strutturata.
| Zona | Problemi segnalati | Azione intrapresa |
|---|---|---|
| Pila | Presenza abituale, degrado | Monitoraggio dei servizi sociali |
| Murialdo | Vagabondaggio e rovesciamento rifiuti | Segnalazioni formali al Comune |
| Cappuccini | Comportamenti molesti | Intervento polizia e denuncia per resistenza |
| San Martino al Cimino | Accampamenti | Mediatrice culturale coinvolta |
La priorità delle autorità resta quella di coniugare la tutela della salute dell'interessato con la sicurezza pubblica, in un quadro che richiede il coordinamento tra istituzioni sanitarie, servizi sociali e forze di polizia. I residenti attendono risposte concrete sulla possibilità di una presa in carico stabile e sul ritorno alla normalità nei quartieri colpiti.