Un dialogo quotidiano che conserva una lingua
Lo sportello dell’ufficio postale a Nicosia non è solo un luogo di servizio: per molti cittadini è anche uno spazio dove si continua a parlare il galloitalico. A praticare questa scelta è la direttrice dell’ufficio, Ina Fiscella, che utilizza l’idioma locale nell’accoglienza e nelle conversazioni con gli utenti.
La decisione di rivolgersi ai clienti nella parlata locale nasce, secondo la direttrice, dalla volontà di mantenere viva una identità collettiva e di favorire un clima di familiarità: sono gesti ripetuti nella quotidianità che diventano strumenti di trasmissione linguistica e culturale.
“In ufficio già all'accoglienza mi rivolgo ai miei concittadini nella nostra lingua – racconta la direttrice -. È una scelta naturale e che ci rende orgogliosi.”
La presenza del galloitalico a Nicosia è parte di una più ampia realtà linguistica nell’Ennese: varianti affini si ritrovano in centri come Sperlinga, Aidone e Piazza Armerina. Queste parlate, di matrice lombardo‑piemontese e legate alla storia delle dominazioni, sono state inserite nel REIS (Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia), riconoscendone il valore culturale.
Perché conta per la comunità
La conservazione di una lingua non è un tema solo culturale: implica ricadute pratiche e sociali per la vita quotidiana. Per molti residenti, essere accolti e compresi nella propria parlata significa sentirsi rappresentati e meno esposti all’alienazione linguistica che può accompagnare migrazioni interne o cambiamenti demografici.
- Identità locale: la lingua come elemento riconoscibile della comunità.
- Trasmissione: l’uso quotidiano favorisce l’apprendimento intergenerazionale.
- Servizio pubblico: uffici come le poste possono svolgere un ruolo attivo nella tutela.
Il contesto storico e le iniziative possibili
Il galloitalico di Nicosia è la traccia linguistica di un passato che ha lasciato nel tessuto sociale una parlata caratteristica, nettamente distinta dai dialetti siciliani circostanti. Il suo riconoscimento nel REIS dà una cornice istituzionale alla sua tutela, ma la sopravvivenza dipende molto da scelte concrete sul territorio: il parlato giornaliero, iniziative scolastiche, eventi culturali e servizi pubblici attenti alla lingua locale.
Per i cittadini dell’Ennese interessati a sostenere la tradizione, risulta utile conoscere e valorizzare i luoghi in cui la parlata è ancora viva e promuovere occasioni in cui le generazioni più giovani possano ascoltarla e praticarla.
Il gesto semplice di una direttrice che sceglie di parlare la propria lingua allo sportello rivela quanto possano essere efficaci, sul piano pratico, le azioni quotidiane nella tutela del patrimonio immateriale: non solo archiviazione, ma presenza viva nella comunità.
| Centro | Presenza del galloitalico |
|---|---|
| Nicosia | Ancora parlato e usato nei servizi |
| Sperlinga | Variante simile |
| Aidone e Piazza Armerina | Varianti riconosciute nel REIS |