Il confronto sul futuro dell'organizzazione giudiziaria nella Pedemontana entra nel vivo con un appello alla moderazione e al coordinamento lanciato dal sindaco di Marostica, Matteo Mozzo. In un comunicato dell'amministrazione comunale il primo cittadino invita a «uscire dalla logica delle contrapposizioni territoriali» e a guardare alle esigenze concrete dei cittadini, evitando che la vertenza si trasformi in una disputa fra città.
Un appello contro le divisioni
Secondo il sindaco, la discussione attorno alla riapertura del Tribunale di Bassano non dovrebbe essere interpretata come un tentativo di togliere risorse a Vicenza. Mozzo sottolinea che, con l'aumento di popolazione e lo sviluppo economico del territorio, è legittimo chiedere adeguamenti nei servizi pubblici, compresi quelli giudiziari. Tuttavia, avverte, tali interventi vanno progettati in modo che non penalizzino il capoluogo.
«Se un territorio cresce, produce ricchezza, attrae imprese e vede aumentare la popolazione, è naturale chiedere che anche i servizi pubblici evolvano di conseguenza»
Nel passaggio conclusivo del suo intervento Mozzo invita le istituzioni locali a «abbassare i toni e lavorare insieme», ricordando come confronto sterile e contrapposizioni possano paralizzare le decisioni e danneggiare i cittadini qualora si arrivasse a uno stallo.
Impatto locale e possibili sviluppi
La questione riguarda due ambiti principali per gli abitanti della Pedemontana e della provincia di Vicenza:
- Accesso alla giustizia: la presenza o meno di sedi giudiziarie sul territorio incide sui tempi di gestione dei procedimenti e sui costi di spostamento per cittadini, avvocati e parti coinvolte.
- Risorse e personale: il sindaco richiama l'esigenza che Vicenza riceva ulteriori risorse e investimenti per mantenere servizi adeguati mentre altre sedi vengono potenziate.
Nel comunicato il primo cittadino richiama anche a un approccio unitario fra amministrazioni, suggerendo che sindaci e rappresentanti istituzionali dovrebbero fare fronte comune per ottenere dallo Stato risposte coerenti con l'evoluzione demografica ed economica dell'area.
Chi sono gli interlocutori e cosa si può aspettare la cittadinanza
Le scelte sul futuro dei tribunali dipenderanno in primo luogo dal Ministero della Giustizia e dalla programmazione nazionale, ma avranno bisogno del coinvolgimento delle istituzioni locali: comuni interessati, rappresentanze forensi e associazioni civiche. Per i cittadini significa che nei prossimi mesi potrebbero susseguirsi incontri pubblici, consultazioni istituzionali e azioni di lobbying da parte delle amministrazioni per ottenere risorse e personale.
| Attore | Posizione/obiettivo |
|---|---|
| Sindaco di Marostica | Superare contrapposizioni; adeguare servizi alla crescita territoriale |
| Comune di Vicenza | Richiesta di maggiori risorse e personale (citato nel comunicato) |
| Ministero della Giustizia | Decisioni definitive sull'organizzazione delle sedi giudiziarie |
Per i residenti della Pedemontana l'appello significa, in sostanza, la necessità di seguire con attenzione i prossimi passaggi istituzionali: ogni scelta amministrativa sugli uffici giudiziari avrà ricadute pratiche nella vita quotidiana e per questo richiede una valutazione condivisa che tenga conto dell'efficienza del servizio senza alimentare tensioni tra territori.
Conclusione: la richiesta del sindaco di Marostica ribadisce la necessità di dialogo e concertazione tra Comuni e istituzioni superiori per individuare soluzioni che migliorino l'accesso alla giustizia nella Pedemontana senza compromettere i servizi nei centri più grandi.