Contesa sui rilasci dal Brugneto, Foti invita a manifestare davanti a Genova
Il tema dei rilasci d'acqua dal bacino del Brugneto torna al centro del dibattito politico regionale dopo la presa di posizione del ministro e piacentino Tommaso Foti. In una nota diffusa il 12 luglio, Foti invita i sindaci del territorio piacentino a sostenere pubblicamente una bozza di intesa tra Regione Liguria, Regione Emilia-Romagna e l'Autorità di Bacino, e a manifestare «di fronte alla sede del Comune di Genova e del Partito Democratico» per denunciare l'ostruzionismo genovese.
La bozza citata prevede il rilascio di 4 milioni di metri cubi d'acqua verso il territorio piacentino, con la possibilità di altri 4 milioni in situazioni di comprovata emergenza. Si tratterebbe dunque di un riconoscimento superiore a quanto stabilito dai provvedimenti del 1962 e del 1987, che fissano a 2,5 milioni di metri cubi il rilascio ordinario, e migliorativo rispetto al protocollo del 2013, che prevedeva fino a 1,5 milioni aggiuntivi in emergenza.
«Più che occupare - si fa per dire - la Diga del Brugneto... sarebbe più opportuno manifestare di fronte alla sede del Comune di Genova e del Partito Democratico»
Secondo Foti, a impedire l'attuazione pratica di questa previsione sarebbe il Comune di Genova, appoggiato dal PD locale e da consiglieri regionali, che avrebbe espresso opposizione e lamentato di non essere stato adeguatamente coinvolto nella trattativa. Il vicesindaco cittadino, si legge nella nota, avrebbe sostenuto che a Piacenza non spetti altro che il rilascio fissato in precedenza, riservando ulteriori erogazioni a motivazioni tecniche specifiche. Sulla pagina Facebook del PD genovese è stata ribadita la linea secondo cui «l'acqua del Brugneto non si tocca senza garanzie per Genova».
La vicenda solleva questioni che vanno oltre il confronto politico: i livelli di rilascio dal bacino hanno impatti diretti sull'irrigazione e sulla sicurezza idrica delle colture e delle utenze agricole piacentine. Per i sindaci e gli agricoltori del territorio, il riconoscimento di quantità maggiori rispetto ai limiti storici rappresenterebbe una modifica significativa degli equilibri idrici e amministrativi consolidati.
Implicazioni per il territorio piacentino
- Effetto sull'agricoltura: maggiori rilasci potrebbero alleviare situazioni di carenza idrica per utenze irrigue storiche.
- Ruolo dei sindaci: la proposta di Foti mira a coinvolgere le amministrazioni locali come attori pubblici di pressione contro la posizione di Genova.
- Agenda istituzionale: la bozza dovrà essere discussa e concordata tra le Regioni interessate e l'Autorità di Bacino per diventare operativo.
Per i residenti e gli operatori agricoli della provincia, la vicenda va seguita con attenzione: eventuali accordi cambierebbero criteri e volumi di fornitura idrica, mentre la resistenza di Genova indica che saranno necessari ulteriori confronti tecnici e politici per trovare un punto di equilibrio tra esigenze municipali e diritti irrigui pregressi.
| Elemento | Dato riportato |
|---|---|
| Rilascio previsto (bozza) | 4 milioni m3 (+4 milioni in emergenza) |
| Rilascio storico (1962/1987) | 2,5 milioni m3 |
| Protocollo 2013 | fino a 1,5 milioni m3 aggiuntivi in emergenza |
Nei prossimi giorni sarà importante verificare se i sindaci piacentini intendono seguire l'appello del ministro e se si terranno iniziative pubbliche o incontri ufficiali tra le parti interessate. Resta inoltre da chiarire il quadro tecnico e giuridico che potrebbe giustificare incrementi permanenti o temporanei dei rilasci dal Brugneto.
La questione rimane di stretta attualità per la provincia di Piacenza: qualsiasi decisione sul bacino avrà effetti concreti sulla gestione dell'acqua a uso agricolo e sulla pianificazione territoriale delle risorse idriche.