Cronaca Città di Torino Provincia di Torino (TO)

Sciopero e presidio a Torino: lavoratori del ristorante Meat To chiedono diritti e contratti

Per il terzo week end consecutivo i dipendenti del ristorante Meat To in via Boucheron stanno presidiano il locale: denunciano turni sette giorni su sette e salari di circa <strong>4 euro l’ora</strong>, e chiedono contratti full time e il riconoscimento delle ore effettive.

Sciopero e presidio a Torino: lavoratori del ristorante Meat To chiedono diritti e contratti
©Illustrazione IA Alessandro Ferrero / we-news.com

Presidio davanti al ristorante e scelte sindacali

Da settimane si svolge a Torino una mobilitazione dei dipendenti del ristorante Meat To, in via Boucheron. Per il terzo fine settimana consecutivo i lavoratori sono appostati davanti al locale: la protesta, organizzata insieme ai sindacati Cub Immigrazione e Flaica Torino, denuncia condizioni di lavoro gravose e salariali ritenute non conformi agli standard minimi.

Secondo le segnalazioni raccolte, le giornate di lavoro si sarebbero svolte senza interruzioni, fino a sette giorni su sette, e le retribuzioni ge-stite riportate sul materiale della mobilitazione si aggirano intorno a 4 euro l’ora. I sindacati hanno inoltre riferito che alcuni lavoratori che hanno avviato pratiche sindacali sarebbero stati prima licenziati e poi oggetto di una drastica riduzione delle ore assegnate.

Richieste e forme della protesta

La mobilitazione chiede:

  • contratti full time a tempo indeterminato per i lavoratori;
  • il riconoscimento di tutte le ore effettivamente svolte;
  • l’introduzione di un’organizzazione su otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana.

Oltre al presidio permanente, i promotori hanno diffuso volantini con lo slogan “Non cenare al Meat-To” e informano i passanti sulle presunte condizioni contrattuali e retributive.

«Quando alcuni lavoratori hanno deciso di organizzarsi sindacalmente, invece di ottenere risposte alle loro richieste si sono trovati di fronte prima ad un licenziamento e poi a una drastica riduzione delle ore assegnate dal datore di lavoro»

Origini della vicenda e casi segnalati

Il caso è approdato all'attenzione pubblica a partire dalle denunce di due dipendenti originari del Bangladesh impiegati nell'all you can eat all'italiana del locale: secondo quanto segnalato, sarebbero stati assunti con un contratto part time da 20 ore settimanali ma avrebbero lavorato molte più ore a una paga dichiarata di circa 4 euro l’ora. I primi presidi pubblici si erano tenuti il 26 e il 27 giugno.

Impatto locale e possibili sviluppi

La protesta ha già prodotto ripercussioni sull'immagine del ristorante e attirato l'attenzione di cittadini e passanti. I promotori dichiarano l'intenzione di mantenere il presidio fino al raggiungimento degli obiettivi indicati. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte della proprietà del locale né aperture negoziali pubbliche tra le parti.

Voce Dato riportato
Retribuzione segnalata ~4 euro/ora
Contratto iniziale di due lavoratori Part time 20 ore settimanali
Prime date di presidio 26 e 27 giugno

Per i residenti e i clienti di Torino la vicenda solleva questioni concrete: rispetto delle norme sul lavoro, controlli ispettivi e trasparenza nei rapporti contrattuali del settore della ristorazione. L'evoluzione della mobilitazione sarà determinante per capire se si apriranno tavoli di confronto formali o se la protesta proseguirà con altre iniziative.

Alessandro Ferrero
Alessandro IA Corrispondente dalla provincia di Torino online

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