Allarme per la riorganizzazione degli istituti tecnici
Si è svolta a Sassari, presso l'ITI "G.M. Angioy", una tavola rotonda promossa dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici per analizzare gli effetti della riforma contenuta nel DM 29/2026. All'incontro, moderato dal prof. Vincenzo Culotta e aperto dai saluti della dirigente Rossella Deprado, sono intervenuti docenti e rappresentanti sindacali per mettere in luce criticità che, avvertono, potrebbero incidere sulla qualità della scuola tecnica sul territorio.
Nel corso della relazione del prof. Giansalvo Gusinu sono state illustrate diverse preoccupazioni pratiche: modifiche ai quadri orari che riducono le ore delle discipline di base e di specializzazione, incremento delle ore affidate agli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP) senza un corrispondente potenziamento delle risorse laboratoriali, e l'anticipo della Formazione Scuola-Lavoro (FSL) alla seconda classe.
«Il modello proposto riduce le ore delle discipline di base e di specializzazione: viene tagliata un’ora di Italiano proprio in quinta, alla vigilia dell’Esame di Stato»
Tra le criticità segnalate anche la possibile compresenza di competenze non coerenti nelle nuove classi di concorso ITP: è stato sottolineato il rischio che un docente con formazione in Fisica venga assegnato a laboratori di Chimica, con potenziali implicazioni per la sicurezza. Inoltre, l'aumento delle ore CLIL a partire dalla terza è giudicato problematica in presenza della carenza di docenti con certificazione per l'insegnamento in lingua straniera.
Conseguenze pratiche per scuole, studenti e famiglie
- Didattica laboratoriale: resa difficile dalla mancanza di risorse aggiuntive nonostante l'aumento delle attività pratiche affidate agli ITP.
- Continuità didattica: i nuovi quadri orari potrebbero non permettere la composizione delle cattedre necessarie per garantire stabilità negli insegnamenti.
- Sicurezza: l'anticipo della FSL alla seconda classe apre questioni sulla tutela degli studenti in azienda e sulla necessità dell'intervento dell'RSPP e del RLS.
I partecipanti hanno denunciato anche l'assenza di linee guida e di testi per le nuove discipline da adottare già nelle prime dell'anno scolastico 2026/2027, oltre alla mancanza di un'analisi costi-benefici sui percorsi di alternanza scuola-lavoro. Questi aspetti, secondo i docenti presenti, rendono necessario un ripensamento della riforma prima dell'implementazione su vasta scala.
| Questione | Effetto segnalato |
|---|---|
| Riduzione ore discipline di base | Compromissione preparazione agli Esami di Stato |
| Aumento ore ITP senza risorse | Didattica laboratoriale impraticabile |
| Anticipo FSL alla seconda | Problemi di sicurezza e adeguatezza degli studenti per il contesto aziendale |
Richieste e prossimi passi
I docenti e i sindacati intervenuti hanno chiesto una revisione del provvedimento, con particolare attenzione all'allocazione delle risorse per i laboratori, alla definizione delle classi di concorso ITP e all'elaborazione di linee guida operative per l'attuazione della FSL. È stata espressa la necessità di un confronto con i responsabili della sicurezza (RSPP e RLS) per chiarire aspetti legati alla tutela degli studenti in azienda.
La discussione ha inoltre ricordato il ruolo strategico degli istituti tecnici nel sistema universitario e produttivo, richiamando l'urgenza di soluzioni che non pregiudichino l'offerta formativa territoriale né la sicurezza nei percorsi pratici. Sul territorio di Sassari e provincia le istituzioni scolastiche ora attendono risposte concrete dal Ministero e dalle autorità competenti per evitare disagi organizzativi a partire dal prossimo anno scolastico.