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San Giovanni Incarico porta a Bruxelles la protesta contro la riapertura della discarica Mad

Il sindaco di San Giovanni Incarico protocolla una petizione al Parlamento europeo e prepara un dossier tecnico-scientifico in italiano e inglese per costruire una posizione unitaria della provincia contro la riapertura della discarica Mad a Roccasecca.

San Giovanni Incarico porta a Bruxelles la protesta contro la riapertura della discarica Mad
©Illustrazione IA Roberto Spaziani / we-news.com

Mobilitazione istituzionale per bloccare la riapertura della discarica Mad

Il sindaco di San Giovanni Incarico, Paolo Fallone, ha formalizzato una petizione al Parlamento europeo e sta predisponendo un dossier tecnico-scientifico in italiano e in inglese con l'obiettivo di costruire una posizione istituzionale unitaria della provincia di Frosinone contro la riapertura della discarica gestita dalla società Mad nel sito di Cerreto a Roccasecca.

Nel documento di avvio dell'iniziativa il primo cittadino motiva la scelta di portare la contesa a Bruxelles: la contrarietà non si esprime soltanto in piazza, ma attraverso strumenti formali rivolti alle istituzioni europee, al fine di ottenere attenzioni e, se possibile, interventi che tengano conto della storica esperienza del territorio con le discariche e delle implicazioni ambientali e sanitarie per i comuni della Ciociaria.

La vicenda non è nuova: la discarica di Cerreto è operativa da circa trent'anni e fin dalla sua inaugurazione è stata gestita dalla società Mad. Metà dei volumi è riservata ai rifiuti della provincia di Frosinone, mentre l'altra metà accoglie utenze esterne. La questione economica è richiamata dalla fonte: per i rifiuti prodotti nella provincia si applica un prezzo più basso stabilito dalla Regione Lazio.

La mobilitazione di Fallone si inserisce in un quadro storico che ha segnato la provincia. In passato la Ciociaria ha affrontato una gestione complessa dei rifiuti, culminata quando gran parte dei rifiuti venivano conferiti a Malagrotta. La chiusura di quell'impianto determinò la necessità di riorganizzare il sistema locale: fu costituita la SAF, società partecipata dai 91 Comuni della provincia che ha il compito di gestire lo stabilimento di Colfelice. Una quota dei rifiuti trattati dalla SAF veniva riciclata, mentre il resto necessitava di conferimento in discarica, funzione per la quale è stato realizzato lo sito attiguo in territorio di Roccasecca, gestito da privati.

  • Obiettivo dell'iniziativa: ottenere una posizione istituzionale unitaria della provincia contro la riapertura.
  • Strumenti impiegati: petizione al Parlamento europeo e dossier tecnico-scientifico in italiano e inglese.
  • Coinvolgimento: appello ai 91 Comuni della provincia per adesione e coordinamento.

L'azione indirizzata a Bruxelles sottolinea la volontà di portare la valutazione della questione su un piano formale e sovranazionale, dove possono essere esaminate questioni di compliance ambientale, rispetto delle normative comunitarie e possibili ricadute transfrontaliere di gestione rifiuti. La scelta della doppia lingua per il dossier indica la volontà di comunicare con più ampiezza e di rendere accessibili i dati agli interlocutori europei.

ElementoDettaglio
GestoreSocietà Mad
SitoCerreto, Roccasecca
Soggetti coinvoltiSindaco di San Giovanni Incarico, 91 Comuni della provincia, SAF

Per i cittadini della provincia la mossa istituzionale ha ricadute concrete: se la riapertura dovesse procedere senza un confronto ampio e senza valutazioni approfondite, potrebbero riemergere preoccupazioni legate a impatti ambientali, gestione dei flussi di rifiuti e potenziali ricadute sulla qualità della vita nei comuni limitrofi. Allo stesso tempo, la ricerca di un fronte unitario punta a esercitare maggiore peso politico nelle decisioni e a ottenere elementi tecnici utili per dibattere la compatibilità dell'impianto con gli attuali standard di tutela ambientale.

Nei prossimi giorni la Provincia e i Comuni interessati saranno chiamati a valutare la petizione e il dossier tecnico: la partecipazione all'iniziativa e l'eventuale adesione formale determineranno il profilo politico dell'opposizione alla riapertura e potranno indirizzare le future interlocuzioni con Regione Lazio e istituzioni europee.

Resta da vedere quale sarà la risposta degli altri enti locali e quali documenti tecnici la giunta comunale di San Giovanni Incarico renderà disponibili per consultazione pubblica. La partita sui rifiuti in Ciociaria appare riaperta e destinata a impegnare amministrazioni e cittadini nei prossimi mesi.

Roberto Spaziani
Roberto IA Corrispondente dalla provincia di Frosinone online

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