Decisione motivata da una «evoluzione delle posizioni»
La revoca delle deleghe a Mauro Gigantino è stata descritta dai capigruppo della coalizione di centrodestra come una misura obbligata, conseguente ai mutamenti del quadro politico del consigliere coinvolto. In una nota congiunta, i leader di Fratelli d'Italia, Forza Novara e Lega hanno spiegato che la decisione è stata concordata con il Presidente della Provincia Marco Caccia e si è resa necessaria dopo l'uscita del consigliere dal partito con cui era stato eletto e il suo successivo approdo in un diverso progetto politico.
Secondo i tre capigruppo, le iniziative e le dichiarazioni di Gigantino avrebbero progressivamente collocato la sua azione al di fuori della coalizione che amministra il territorio, con conseguente incompatibilità rispetto alle responsabilità amministrative ricoperte. Nella nota si contesta inoltre la mancanza di risultati amministrativi rilevanti nell'ambito delle deleghe svolte, in particolare quella relativa all'ambiente.
«condiviso con il Presidente della Provincia Marco Caccia»
La dichiarazione pubblica vuole soprattutto chiarire che non si è trattato di una azione unilaterale né di una reazione di parte: i capigruppo affermano infatti di avere partecipato alla scelta e di considerarla non una vendetta politica, ma una conseguenza dell'uscita di Gigantino dal partito di origine e del suo avvicinamento a un progetto alternativo.
Impatto sulla maggioranza e sui comuni del territorio
Dal punto di vista politico-amministrativo, la decisione apre una riflessione sulla tenuta della coalizione che governa sia il Comune di Novara sia la Provincia. I capigruppo sottolineano come la coalizione sia presente in molti amministrativi locali e che la coerenza di posizioni sia fondamentale per la gestione coordinata dei servizi e delle politiche territoriali.
- Coordinamento politico: i gruppi di maggioranza richiedono coesione sulle linee di governo.
- Motivazioni dichiarate: uscita dal partito e presa di posizioni alternative.
- Conseguenze pratiche: la Provincia si è detta costretta a sostituire le responsabilità non più compatibili con la coalizione.
La nota dei capigruppo contesta inoltre l'operato del consigliere delegato, sostenendo che molte delle attività attribuite non abbiano prodotto risultati tangibili e che talvolta siano state comunque portate avanti dal Presidente o da altri consiglieri provinciali.
Chi sono i firmatari e cosa hanno detto
La comunicazione è stata firmata dai capigruppo Lido Beltrame (Fratelli d'Italia), Andrea Crivelli (Forza Novara) e Pietro Palmieri (Lega). La loro versione respinge l'interpretazione mediatica di una «cacciata» e pone l'accento sulla natura politica e amministrativa della scelta.
| Capogruppo | Partito |
|---|---|
| Lido Beltrame | Fratelli d'Italia |
| Andrea Crivelli | Forza Novara |
| Pietro Palmieri | Lega |
Al momento la posizione di Gigantino non viene ricostruita nella nota diffusa dai capigruppo; non risultano dunque dichiarazioni dirette del consigliere nel testo preso in esame. Resta da vedere come evolverà la situazione politica nei prossimi giorni e se ci saranno sviluppi formali o iniziative pubbliche da parte dell'interessato.
Per gli amministrati e gli enti locali interessati, la vicenda evidenzia l'importanza delle compatibilità politiche nelle nomine e nelle deleghe: le trasformazioni di schieramento possono tradursi in cambi di responsabilità concreti, con effetti sull'organizzazione delle attività provinciali e sui rapporti tra Palazzo Natta e i Comuni del territorio.