Un'indagine che riapre il nodo delle infiltrazioni sui cantieri della A2
Un'informativa del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, depositata alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, riporta intercettazioni e ricostruzioni sulle presunte tangenti imposte ai cantieri per l'ammodernamento del tratto autostradale noto come ex A3 (oggi A2). Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l'imprenditore Alfredo Furfaro sarebbe stato sottoposto, per anni, a un sistema di «protezione» da parte dei vertici della cosca Piromalli di Gioia Tauro.
In una conversazione registrata il 9 marzo 2022 – parte dell'informativa citata – si legge il riferimento a una somma che viene descritta come «centomila euro al mese», cifra che gli interlocutori definiscono come «minimo minimo». Le intercettazioni ricollegano il flusso di denaro alle commesse connesse ai lavori compresi tra le uscite autostradali di Gioia Tauro, Palmi e Bagnara Calabra.
«secondo me… non… minimo minimo… gli dava… centomila euro al mese… e glieli dava! minimo!»
Gli attori citati e l'orizzonte temporale
Nell'informativa figurano riferimenti ai membri della famiglia Piromalli: i fratelli Gioacchino (classe 1934) e Antonio (classe 1939, noto come «U Catanisi») e il nipote Gioacchino (classe 1969, detto «L'Avvocato»). Le indagini collocano la presunta attività di condizionamento e le relazioni con l'imprenditoria locale in un arco temporale che gli investigatori indicano tra il 1999 e il 2021, periodo in cui la cosca avrebbe garantito «tranquillità» ad alcune imprese operanti nei cantieri.
Implicazioni per la provincia di Reggio Calabria
Se confermate, le ricostruzioni avrebbero impatti rilevanti su tre ambiti fondamentali per il territorio:
- Economia locale: possibili condizionamenti nelle gare e nei rapporti contrattuali relativi a grandi opere;
- Occupazione e appalti: rischio di distorsione della concorrenza e penalizzazione delle imprese sane;
- Legalità e fiducia pubblica: ricadute sulla percezione della sicurezza e sulla gestione delle risorse pubbliche.
La notizia, al momento, è riferita a elementi raccolti dagli organi investigativi e consegnati alla DDA di Reggio Calabria, coordinata dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall'aggiunto Stefano Musolino. L'informativa e le intercettazioni costituiscono la base per ulteriori approfondimenti da parte della magistratura.
| Elemento | Dato riportato |
|---|---|
| Somma indicata | centomila euro al mese (definita «minimo minimo») |
| Periodo indicato | 1999-2021 |
| Tratto autostradale | Uscite di Gioia Tauro, Palmi, Bagnara Calabra |
Prossimi passaggi
Sulla vicenda la Procura potrebbe avviare accertamenti formali, con richieste di approfondimento su flussi finanziari, contatti tra imprese e soggetti riconducibili alla cosca e comportamenti occulti nelle procedure di appalto. Per la comunità reggina resta centrale la domanda su come garantire trasparenza nell'assegnazione e nell'esecuzione di opere pubbliche fondamentali per la mobilità e lo sviluppo locale.
Nei prossimi giorni si attendono eventuali sviluppi investigativi e provvedimenti giudiziari che potranno chiarire ruolo e responsabilità dei soggetti coinvolti. La ricostruzione del ROS rimane al momento fonte primaria delle informazioni riportate.