Un quadro di povertà diffusa che coinvolge sempre più famiglie italiane
Il rapporto 2025 della Caritas diocesana di Ravenna disegna una fotografia netta delle difficoltà che attraversano la provincia: i centri della rete (il centro d'ascolto di piazza Duomo e le 13 Caritas parrocchiali) hanno incontrato complessivamente 4.030 persone, corrispondenti a 1.861 famiglie. I numeri, presentati stamattina dalla diocesi, confermano un aumento delle richieste e una complessità delle fragilità che non risparmia lavoratori, anziani e nuclei italiani.
Nel corso del 2025 sono state rivolte ai servizi della Caritas 119 prime richieste, pari a un incremento del 13% rispetto al 2024. La direttrice Daniela Biondi ha sintetizzato con durezza il nodo centrale che emerge dai dati:
“Il lavoro non basta più a proteggere dalla povertà”.
Questo elemento è visibile nelle cifre sui redditi: 1.521 nuclei assistiti vivono con meno di 1.000 euro al mese, mentre 163 persone risultano prive di qualsiasi entrata. Il fenomeno dei cosiddetti "lavoratori poveri" è dunque concreto anche nel territorio ravennate.
Problemi abitativi, dipendenza dai servizi alimentari e crescita delle fragilità psicologiche
- Le problematiche legate alla casa hanno interessato 135 persone; di queste, circa un terzo si trova in una sistemazione provvisoria e 19 sono senza fissa dimora.
- L'emporio Caritas ha registrato 1.609 persone che vi hanno fatto la spesa (circa 600 famiglie).
- La Mensa Caritas a Santa Teresa ha servito nel 2025 quasi 30.000 pasti (29.796) a persone in difficoltà.
Il rapporto segnala inoltre un incremento significativo delle richieste di aiuto per problemi di salute mentale: 88 persone nel 2025, con un aumento del 30,6% rispetto all'anno precedente. L'incidenza sul totale è salita dall'8,1% al 9,5%, elemento che richiama l'attenzione sulla necessità di servizi socio-sanitari integrati.
Provenienza e composizione delle famiglie assistite
Il profilo dei nuclei che si rivolgono alla Caritas mostra anche una prevalenza di italiani: il 54% delle famiglie assistite è di nazionalità italiana, con un aumento del 9% rispetto al 2024. Tra le nazionalità straniere più presenti si segnalano Romania (86 nuclei), Albania (42), Marocco (38) e Ucraina (33).
Risorse e volontariato
Le attività della rete Caritas hanno potuto contare sul lavoro dei dipendenti e sul supporto di 302 volontari. All'emporio hanno collaborato anche quattro ragazzi del servizio civile e 28 studenti. Si tratta di una struttura di supporto rilevante per la rete sociale locale, ma i numeri del rapporto sollevano interrogativi sulla sostenibilità dell'impegno alla luce della crescita della domanda.
| Dato | Valore 2025 |
|---|---|
| Persone incontrate | 4.030 |
| Famiglie | 1.861 |
| Persone con meno di 1.000 €/mese | 1.521 |
| Persone senza entrate | 163 |
| Prime richieste (incremento) | 119 (+13% vs 2024) |
| Persone con problemi di salute mentale | 88 (+30,6%) |
| Pasti mensa | 29.796 |
| Volontari | 302 |
Implicazioni per la comunità di Ravenna
I dati presentati dalla Caritas indicano che le politiche locali e le reti di assistenza devono confrontarsi con nuovi bisogni: oltre al sostegno alimentare e abitativo, cresce la domanda di integrazione socio-sanitaria e di percorsi di accompagnamento per chi lavora ma non arriva a fine mese. Le parrocchie, i servizi sociali e il volontariato sono già sotto pressione e potrebbero necessitare di risorse aggiuntive per rispondere alle richieste emergenti.
Per i cittadini ravennati il rapporto rappresenta un invito a monitorare l'accesso ai servizi pubblici, le politiche abitative e le iniziative di sostegno al reddito, oltre a promuovere percorsi di solidarietà e di attivazione del territorio a favore delle persone più fragili.