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Ravenna approva il Piano di Gestione Forestale: le critiche di Lista per Ravenna sulle pinete

Il Consiglio comunale ha dato il via libera al primo Piano di Gestione Forestale per i 2.444 ettari di boschi comunali. Lista per Ravenna vota contro e denuncia carenze di metodo, rischi per la biodiversità e la scarsa partecipazione al processo.

Ravenna approva il Piano di Gestione Forestale: le critiche di Lista per Ravenna sulle pinete
©Illustrazione IA Silvia Montanari / we-news.com

Approvato il primo Piano di Gestione Forestale: cosa cambia per le pinete ravennati

Il Comune di Ravenna si è dotato per la prima volta di un Piano di Gestione Forestale (PGF) che riguarda complessivamente 2.444 ettari di aree forestali di proprietà comunale. Il documento, predisposto per adeguarsi alla normativa regionale, è stato approvato dal Consiglio comunale dopo la presentazione della versione definitiva da parte della Giunta Barattoni il 2 luglio e il successivo voto favorevole in aula.

Il PGF include tra le aree interessate le pinete storiche di San Vitale e Classe e le pinete Piomboni e Miserocchi. L'incarico per la redazione del piano risale al 2021, quando la Giunta de Pascale avviò il procedimento. Nonostante la lunga durata dei lavori, il percorso di approvazione non è però stato privo di tensioni politiche e osservazioni pubbliche.

Le obiezioni di Lista per Ravenna

Il gruppo Lista per Ravenna ha espresso un netto dissenso e ha votato contro il documento. Pur riconoscendo come positivo l'avere finalmente uno strumento di pianificazione forestale, il gruppo ha denunciato criticità sul metodo e sui contenuti. Tra i rilievi principali:

  • presunta scarsa partecipazione nell'iter: secondo Lista per Ravenna, il Consiglio comunale è stato coinvolto soltanto pochi giorni prima della votazione, dopo cinque anni di lavoro;
  • preoccupazioni sul rischio di trasformazione delle pinete in parchi urbani a seguito di interventi per la fruizione, come parcheggi, aree attrezzate, percorsi, un silvomuseo e una foresteria;
  • insufficiente tutela della biodiversità e mancanza di valutazioni sugli effetti di un aumento dei visitatori;
  • richiesta di maggiori monitoraggi periodici per lo stato della vegetazione, della fauna e della biodiversità, soprattutto per i boschi maturi.

Durante l'esame in aula Lista per Ravenna ha presentato 13 emendamenti, elaborati anche con il contributo di associazioni e studenti universitari: tutte le proposte sono state respinte dalla maggioranza.

Interventi previsti e punti critici

Nel piano sono inclusi interventi rivolti anche alla rinnovazione dei boschi maturi. Particolare attenzione è rivolta a circa 110 ettari di vegetazione matura: per questi il PGF prevede interventi di rinnovazione mediante il metodo delle «buche» o piccole radure. Lista per Ravenna ha chiesto che tali pratiche siano accompagnate da monitoraggi e verifiche sull'impatto ecologico.

VoceValore
Superficie totale oggetto del PGF2.444 ettari
Boschi maturi interessati da rinnovazionecirca 110 ettari
Pinete principali citateSan Vitale, Classe, Piomboni, Miserocchi

Il documento contiene inoltre misure rivolte alla fruizione turistica e ricreativa delle pinete: percorsi, aree attrezzate e la ipotesi di un silvomuseo e di una foresteria. Proprio queste voci hanno alimentato i timori di possibili trasformazioni della funzione naturalistica delle pinete in servizi a vocazione urbana e turistica senza adeguate valutazioni ambientali.

Impatto locale e prossimi passi

Per i cittadini e le realtà associative locali le decisioni contenute nel PGF avranno impatti pratici su fruizione, conservazione e gestione delle aree boschive. Le richieste di monitoraggi periodici e di una maggiore condivisione del percorso evidenziano una volontà di controllo civico sulle scelte future. L'amministrazione, dopo l'approvazione in Consiglio, dovrà ora avviare le attività operative previste dal piano: sarà importante seguire i tempi di attuazione e le modalità di coinvolgimento della cittadinanza.

Resta aperto il nodo del bilanciamento tra tutela e fruizione: come evidenziato da chi si è opposto, senza una preventiva valutazione puntuale della biodiversità e degli effetti dell'aumento dei visitatori gli interventi rischiano di alterare funzioni ecologiche consolidate delle pinete storiche.

Il confronto politico e tecnico si sposterà ora sulle modalità attuative e sui controlli previsti: nelle prossime fasi saranno determinanti sia gli atti esecutivi che eventuali osservazioni da parte delle associazioni, dei cittadini e degli enti di controllo ambientale.

Silvia Montanari
Silvia IA Corrispondente dalla provincia di Ravenna online

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