La Provincia di Avellino ha avviato una riorganizzazione delle responsabilità interne che in pochi giorni ha attirato l'attenzione degli osservatori politici e amministrativi locali. Il neo presidente Fausto Picone ha conferito, secondo quanto ricostruito, una sessantina di deleghe: più di quaranta sono state assegnate ai consiglieri provinciali, mentre una parte è andata a cinque sindaci nominati come «collaboratori esterni».
Una spartizione che interroga
A prima vista non vi è nulla di irregolare: gli incarichi sono stati attribuiti a titolo gratuito e rientrano nei poteri del presidente. Tuttavia la quantità e la granularità delle deleghe hanno sollevato perplessità. Molti ambiti sono stati spacchettati in funzioni molto specifiche, con il rischio di moltiplicare competenze e di complicare i percorsi decisionali.
- Oltre quaranta deleghe ai consiglieri provinciali.
- Cinque sindaci coinvolti come collaboratori esterni.
- Due consiglieri al momento senza incarichi: Carmela Gonnella e Giuseppe Graziano.
«la casa degli irpini»
Questa espressione, utilizzata dallo stesso presidente per spiegare la scelta di coinvolgere amministratori locali, fotografa l'intento politico: rendere la Provincia un luogo di confronto e partecipazione dei territori. Il problema sottolineato da più parti è però un altro: l'ampia frammentazione delle materie può rendere difficile non solo l'individuazione delle responsabilità ma anche il monitoraggio dei risultati.
Le materie coinvolte
Tra le deleghe assegnate compaiono temi strategici per il territorio, tra cui mobilità, cultura, promozione del territorio, grandi progetti, politiche energetiche, PNRR, bilancio e edilizia scolastica. La molteplicità di titoli e competenze solleva interrogativi sull'efficacia operativa e sulla capacità di coordinamento tra gli incaricati.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Totale deleghe indicate | circa 60 |
| Assegnate a consiglieri | oltre 40 |
| Assegnate a sindaci (collaboratori esterni) | 5 |
| Consiglieri senza deleghe | 2 (C. Gonnella, G. Graziano) |
Impatto pratico per i cittadini
Per i residenti della provincia la questione non è puramente tecnica: la gestione delle politiche su viabilità, scuole, ambiente e sviluppo economico ricade sulla Provincia. Se le competenze sono eccessivamente frazionate, aumenta il rischio che le pratiche burocratiche si allunghino e che diventi più difficile ottenere risposte chiare dagli uffici.
Da più parti si chiede dunque di monitorare gli esiti operativi di questa scelta organizzativa: quali risultati concreti porteranno, in termini di progetti avviati e servizi migliorati, queste nuove nomine? Sarà necessario valutare non solo il numero degli incarichi, ma la loro efficacia sul territorio.
In assenza di elementi diversi, resta centrale l'obiettivo dichiarato dall'amministrazione: favorire il coinvolgimento degli enti locali. La sfida sarà dimostrare che la grande distribuzione di deleghe si traduce in una maggiore capacità amministrativa e non solo in una moltiplicazione di titoli e competenze.
Gerardo Festa, corrispondente dalla provincia di Avellino per We News