Un riequilibrio territoriale che cambia gli scenari
Negli ultimi anni il baricentro dello sviluppo in provincia di Avellino sembra aver preso una direzione precisa: verso Est, lungo la Valle Ufita. Documenti programmatici regionali e interventi infrastrutturali già avviati indicano che l’area orientale della provincia sta raccogliendo attese, investimenti e scelte strategiche che potrebbero rimodellare il ruolo del capoluogo.
Il Masterplan avviato dalla Regione nel marzo 2023 delinea linee e priorità per il territorio e, inevitabilmente, orienta le risorse. Nell’area individuata figurano sia interventi sulla rete viaria, destinati a migliorare i collegamenti con la nuova stazione Hirpinia, sia misure per la rigenerazione industriale e per il rafforzamento delle filiere agricole e zootecniche locali.
Quali interventi sono previsti
- Recupero e completamento della rete stradale per collegare più efficacemente il territorio alla stazione Hirpinia;
- Riqualificazione e innovazione del comparto produttivo, con attenzione alla ZES e ad aree industriali sottoutilizzate o dismesse;
- Azioni per contrastare il calo demografico, attraverso politiche che incentivino insediamenti e servizi;
- Rigenerazione ambientale e riduzione del rischio idrogeologico per valorizzare paesaggio e sicurezza del territorio;
- Valorizzazione della filiera agricola e del patrimonio enogastronomico per rafforzare l’economia locale.
Chi sono i comuni coinvolti
Il comprensorio indicato comprende diversi centri dell’Irpinia orientale: si tratta di un insieme di realtà che, se coordinate, possono costituire un polo competitivo nel panorama regionale.
| Comuni |
|---|
| Ariano Irpino |
| Bonito |
| Flumeri |
| Frigento |
| Gesualdo |
| Grottaminarda |
| Melito Irpino |
| Montaguto |
| Savignano Irpino |
| Sturno |
| Villanova del Battista |
Impatto sul capoluogo e sui residenti
Il riequilibrio verso Est solleva interrogativi sul ruolo futuro di Avellino città. Se la concentrazione di infrastrutture e investimenti si consolida nella Valle Ufita, la città rischia di perdere centralità amministrativa ed economica. Per i cittadini questo può tradursi in opportunità diverse a seconda del luogo di residenza: più lavoro e servizi per le aree orientali; potenziali difficoltà per chi vive in altri settori della provincia se non verranno predisposte politiche di compensazione.
Sul piano pratico, i progetti prevedono interventi che richiederanno tempi e risorse: miglioramento delle strade, rigenerazione di siti industriali, potenziamento della ZES e azioni per la riduzione del rischio idrogeologico. La sfida sarà trasformare queste linee strategiche in cantieri concreti e in servizi fruibili dalla popolazione.
Le questioni aperte
- Coordinamento istituzionale: serve un lavoro congiunto tra Regione, enti locali e soggetti privati per evitare dispersione di risorse;
- Equità territoriale: politiche di compensazione per non marginalizzare altre aree della provincia;
- Monitoraggio degli interventi: trasparenza sui tempi e sulle risorse impiegate, oltre a piani di manutenzione nel medio periodo.
La messa a sistema delle opportunità indicate dal Masterplan può rappresentare una svolta per l’Irpinia orientale. Allo stesso tempo, costituisce un monito per le istituzioni del capoluogo: senza strategie chiare e un progetto di rilancio, la città corre il rischio di essere progressivamente marginalizzata rispetto ai processi di sviluppo che prenderanno corpo a Est.
Per i cittadini e gli amministratori locali la posta in gioco è alta: trasformare le indicazioni di piano in vantaggi concreti sul territorio, evitando che il riequilibrio diventi una perdita di ruolo per l’intera comunità provinciale.