Visita istituzionale evidenzia condizioni critiche nel carcere pratese
Una delegazione istituzionale guidata dall'assessora regionale alle politiche carcerarie Alessandra Nardini ha visitato ieri il carcere La Dogaia di Prato, segnalando una situazione che è stata definita «esplosiva» e che richiede risposte a livello nazionale. All'ispezione hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, la consigliera regionale Marta Logli e rappresentanti delle associazioni e degli organi di garanzia locali.
Secondo i dati emersi durante la visita la popolazione detenuta nella struttura è pari a 633 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 589 posti. Tale capienza risulta inoltre ridotta di 52 posti a causa della chiusura per ristrutturazioni protratta della seconda sezione. Il sovraffollamento stimato supera il 160%, valore che si colloca al di sopra della media nazionale riportata intorno al 140%.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Detenuti presenti | 633 |
| Capienza regolamentare | 589 |
| Posti chiusi per ristrutturazione | 52 |
| Sovraffollamento stimato | 160% |
Nel corso della visita è stato sottolineato che l'arrivo di trasferimenti da altri istituti, in particolare dopo i fatti registrati a Sollicciano, ha aggravato ulteriormente il carico sulla struttura pratese. Il caldo intenso di questi giorni amplifica le difficoltà: la convivenza in spazi ristretti e in celle con più letti diventa fonte di tensioni e mette a dura prova sia i detenuti sia il personale penitenziario.
"Una vera e propria situazione esplosiva assolutamente insostenibile, che ha bisogno di interventi ingenti a livello strutturale e chiede risposte da parte del livello nazionale"
Il sindaco di Prato ha riconosciuto «una situazione complessa» evidenziando il «grande impegno del direttore Luca Cicerelli e di tutti gli operatori». È stato però ribadito che, per assicurare condizioni di accoglienza decorose e la sicurezza all'interno dell'istituto, sono indispensabili interventi strutturali e risorse adeguate.
Nel corso della visita sono state inoltre registrate preoccupazioni relative alle condizioni lavorative del personale: gli operatori affrontano turni e contesti che, secondo quanto emerso, diventano sempre più difficili da gestire. Per attenuare il disagio legato al caldo, alcune realtà del territorio hanno donato ventilatori, gesto che è stato ringraziato dagli stessi visitatori.
Per i cittadini della provincia la criticità della Dogaia ha ricadute su più piani: dalla sicurezza locale al rapporto tra istituzioni e istituti penitenziari, fino all'urgenza di collegare interventi locali a decisioni e risorse nazionali. La richiesta principale emersa dalla delegazione è chiara: servono interventi strutturali significativi e tempestivi per ridurre il sovraffollamento e migliorare condizioni di detenzione e lavoro.
- Situazione numerica: sovraffollamento e posti ridotti per ristrutturazione.
- Impatto del caldo e dei trasferimenti da altri istituti sulle tensioni interne.
- Richiesta di interventi strutturali a livello nazionale e sostegno al personale.