Il problema rimane: varco nei pressi dei binari ancora accessibile
A distanza di circa tre mesi dall'incidente in cui un giovane operaio ha perso la vita mentre cercava di attraversare i binari per raggiungere i magazzini del polo logistico, la recinzione ferroviaria nella zona di via Martelli, tra San Lazzaro e Montale, risulta ancora danneggiata. La situazione è stata denunciata pubblicamente dal consigliere comunale Massimo Trespidi, che invita gli enti competenti a non attendere un altro episodio drammatico per intervenire.
"È vergognoso che la situazione sia ancora uguale a distanza di tre mesi dal tragico incidente mortale"
Nel richiamo pubblico di Trespidi è centrale la richiesta di soluzioni durature: non bastano interventi tampone sulla recinzione, servono infrastrutture che consentano di superare la linea ferroviaria in sicurezza. L'obiettivo indicato è la realizzazione di un sovrappasso o di un sottopasso, opere che richiedono coordinamento e impegno economico da parte di più attori.
Chi deve intervenire e quale percorso possibile
La responsabilità della sicurezza del sedime ferroviario ricade principalmente su Ferrovie o sull'ente gestore dell'infrastruttura, ma la situazione riguarda anche i datori di lavoro del polo logistico e l'Amministrazione comunale. Trespidi sottolinea che molte delle persone che ogni giorno transitano in quella zona, spesso giovani e lavoratori stranieri, si servono di biciclette o monopattini e possono essere tentati dall'attraversamento illegale tramite il varco nella recinzione.
- Ferrovie: garantire la manutenzione e l'integrità della recinzione, valutare soluzioni strutturali sull'attraversamento della linea.
- Aziende del polo logistico: partecipare al tavolo per finanziare o cofinanziare percorsi sicuri per i lavoratori.
- Comune di Piacenza: sollecitare e coordinare i soggetti, pianificare eventuali adattamenti della viabilità di accesso al polo.
| Stakeholder | Ruolo |
|---|---|
| Ferrovie/ente gestore | Manutenzione infrastrutture ferroviarie e recinzioni |
| Aziende del polo logistico | Garantire percorsi sicuri per i dipendenti; possibile cofinanziamento |
| Comune di Piacenza | Coordinamento, richiesta di interventi e controllo urbanistico |
Il rischio per i lavoratori e la proposta tecnica
Secondo il consigliere, la semplice chiusura del varco non risolve il problema alla radice: è necessario un collegamento protetto che permetta a chi lavora nei magazzini di raggiungere in sicurezza il posto di lavoro. La proposta è concreta e precisa: valutare la costruzione di un sovrappasso o di un sottopasso pedonale/ciclabile, opere che avrebbero il doppio vantaggio di eliminare l'attraversamento a raso e di ridurre la tentazione di passaggi pericolosi attraverso il sedime ferroviario.
Realizzare simili opere implica però tempi e finanziamenti: dal progetto alla cantierizzazione possono passare mesi o anni, a seconda delle autorizzazioni e delle competenze. Per questo Trespidi chiede al Comune di incalzare Ferrovie e le aziende del polo, proponendo un lavoro congiunto per accelerare i tempi.
Conseguenze pratiche per i cittadini e prossimi passi
Per i residenti e i lavoratori della zona la permanenza di un varco aperto comporta un rischio costante: oltre alla possibilità di incidenti fatali, c'è la preoccupazione per la sicurezza urbana e la legalità. L'appello del consigliere passa attraverso tre richieste immediate:
- interventi di messa in sicurezza temporanea ma efficaci;
- avvio di un tavolo tecnico con Ferrovie e aziende per definire tempi e costi di un'opera strutturale;
- maggiore controllo e sorveglianza dell'area per impedire attraversamenti impropri.
Resta da vedere quale sarà la risposta degli enti coinvolti e quanto velocemente si potrà passare dalla denuncia pubblica a misure concrete. Nel frattempo la richiesta di evitare che si ripeta un'altra tragedia rimane un imperativo per le istituzioni locali e per gli attori economici del territorio.
Serviranno trasparenza sui tempi e collaborazione tra pubblico e privato per trasformare le parole in cantieri. I prossimi movimenti amministrativi e le prime azioni concrete saranno determinanti per restituire sicurezza a chi ogni giorno attraversa quest'area.