Maggiore presidio in quota per sicurezza e tutela ambientale
La stagione estiva entra nel vivo e, con l'aumento dei visitatori, le istituzioni locali hanno messo a punto un intervento per gestire la fruizione delle aree montane più sensibili. Il progetto sperimentale, elaborato congiuntamente dal Comune di Cortina d'Ampezzo, dalla Provincia di Belluno e dalla Regione del Veneto, prevede un rafforzamento del presidio della polizia provinciale lungo i sentieri dolomitici. L'obiettivo dichiarato è bilanciare sicurezza, prevenzione, informazione e tutela ambientale in un contesto che negli ultimi mesi ha registrato segnali di criticità.
L'iniziativa nasce in seguito a episodi che hanno suscitato attenzione pubblica, fra cui il caso – riportato nei giorni scorsi – di turisti che avevano occupato una piazzola di soccorso e non si erano spostati all'arrivo dell'elicottero. L'impressione è che l'incremento dei flussi e comportamenti di scarsa prudenza rendano necessario un modello di presidio più strutturato, almeno in fase sperimentale.
"Questa iniziativa rappresenta un esempio di come la collaborazione tra istituzioni possa trasformarsi in un'azione efficace a tutela della montagna", dice Dario Bond, assessore regionale alla Montagna.
Secondo gli studi citati nell'accordo, l'afflusso turistico potrebbe crescere fino al 30% rispetto all'anno scorso, una stima che giustifica per le autorità la sperimentazione di misure coordinate. L'intesa si propone inoltre come modello esportabile ad altri Comuni della provincia qualora i risultati siano positivi.
Obiettivi e strumenti dell'intervento
Il progetto punta a coniugare più funzioni che, spiegano gli enti coinvolti, devono operare in sinergia per rendere sostenibile l'aumento dei visitatori:
- Presidio e controllo dei sentieri per prevenire comportamenti rischiosi e garantire interventi tempestivi;
- Informazione ai frequentatori sui comportamenti corretti, sulla gestione dei rifiuti e sui limiti delle aree sensibili;
- Tutela ambientale per proteggere il patrimonio naturale delle Dolomiti e ridurre l'impatto dell'overtourism.
Si tratta di una sperimentazione che coinvolgerà la polizia provinciale in modo più visibile lungo i percorsi escursionistici e nelle zone più frequentate. L'approccio, sottolineano gli amministratori, non è di repressione ma di prevenzione e informazione: la presenza operativa serve anche per assistere i visitatori e facilitare i soccorsi quando necessario.
Impatto per i residenti e i visitatori
Per i residenti delle valli bellunesi e per gli operatori turistici la misura può tradursi in minore pressione su aree sovraffollate, più ordinata gestione dei flussi e minori criticità legate a comportamenti imprudenti. Per i visitatori significa aspettarsi una maggiore presenza di personale che potrà fornire indicazioni sui percorsi, avvisi di rischio e indicazioni su normative locali.
Resta da chiarire, nelle prossime settimane, la durata della fase sperimentale, il calendario operativo e la modulazione degli interventi in funzione dei picchi di frequentazione. Anche il coinvolgimento di altri soggetti (protezioni civili, gestori di rifugi, associazioni di guida) potrà essere determinante per l'efficacia dell'azione.
| Attori | Ruolo |
|---|---|
| Comune di Cortina d'Ampezzo | Promotore locale e area pilota |
| Provincia di Belluno | Coordinamento territoriale e polizia provinciale |
| Regione del Veneto | Sostegno istituzionale e quadro politico |
La decisione si inserisce in un dibattito più ampio sulle ricadute delle grandi manifestazioni e della visibilità internazionale della montagna – anche dopo eventi come le Olimpiadi – che possono accelerare la crescita della notorietà dei luoghi e, di conseguenza, dei flussi turistici.
Nei prossimi giorni si attende la pubblicazione di dettagli operativi sull'organizzazione dei turni e sulle zone interessate dal presidio, così come indicazioni rivolte ai visitatori su come comportarsi in caso di soccorso o di emergenze in montagna. Per gli amministratori, l'obiettivo è dimostrare che una presenza qualificata e coordinata può contribuire a rendere la montagna sicura e sostenibile anche in presenza di un consistente aumento dei visitatori.