Un progetto per tutelare e rendere fruibile il Monte San Giorgio
Il Parco del Monte San Giorgio, a Piossasco, si prepara a un piano di valorizzazione ambientale e accessibilità che punta ad alzare l’asticella della tutela e della fruizione consapevole. La Città metropolitana di Torino, insieme alla comunità locale, metterà in campo il progetto “Arca”, sostenuto da un finanziamento di circa 100mila euro proveniente in larga parte dalla Regione Piemonte tramite fondi europei PR-FESR. L’apertura del cantiere è fissata per l’autunno 2027, scelta dettata dalla necessità di non interferire con la riproduzione degli anfibi e con i cicli biologici delle specie presenti nelle aree umide del parco.
Zone umide più ampie e connessi ecosistemi
Il cuore del progetto riguarda il rafforzamento della biodiversità attraverso la riqualificazione e l’ampliamento di habitat chiave. La vecchia vasca antincendio AIB verrà trasformata in zona umida naturale: uno spazio più ampio e funzionale al sostegno della fauna e della flora tipiche degli ambienti acquatici di bassa quota prealpina. La superficie passerà da 95 a 225 metri quadrati grazie a una riprofilatura del fondale e a nuove piantumazioni di arbusti idonei. Interventi analoghi interesseranno l’area delle Pozze dei Mortai, dove è prevista la creazione di un acquitrino più esteso, e la zona umida dell’ex Incafer, destinata all’introduzione di specie acquatiche e palustri compatibili con l’ecosistema locale.
| Area | Intervento | Obiettivo |
|---|---|---|
| Ex vasca AIB | Riprofilatura e conversione a zona umida | Da 95 a 225 m², habitat per anfibi e insetti |
| Pozze dei Mortai | Nuovo acquitrino più ampio | Incremento della superficie d’acqua e connettività ecologica |
| Ex Incafer | Introduzione di specie acquatiche e palustri | Arricchimento floristico e sostegno alla catena trofica |
Accessibilità e didattica: percorsi per tutti
“Arca” non è solo conservazione: il progetto integra misure per rendere il parco più inclusivo. Il sentiero tra l’area barbecue e la regione Galli sarà adeguato per una fruizione piena anche da parte di persone con disabilità motoria. Sono previste una corda-guida a supporto di visitatrici e visitatori non vedenti, e nuovi strumenti di orientamento e informazione lungo il percorso, come bacheche e leggii tattili. L’obiettivo è facilitare l’accesso a un patrimonio naturale spesso poco raggiungibile, ampliando il pubblico e garantendo una migliore comprensione dei luoghi.
Nel Bosco delle Fate la segnaletica didattica illustrerà il ruolo della necromassa — il legno morto — quale risorsa indispensabile per suolo, insetti e microrganismi. Un tassello educativo che aiuta a leggere il bosco in chiave ecologica, superando pregiudizi diffusi sull’opportunità di rimuovere sistematicamente il materiale legnoso a terra.
Prati fioriti e specie invasive: azioni mirate e manutenzione
Il disegno complessivo include il sostegno agli impollinatori, con la realizzazione di un prato fiorito nel Vivaio Comunale. Parallelamente è previsto il contenimento dell’ailanto (Ailanthus), pianta esotica invasiva che tende a colonizzare rapidamente i margini e a competere con la vegetazione autoctona. Si tratta di un’azione di manutenzione ecologica necessaria a favorire la resilienza degli habitat e a preservare la diversità floristica tipica dell’area.
Tempi, finanziamenti e impatto locale
Il cronoprogramma prevede l’avvio delle opere in autunno 2027, una programmazione che tiene conto dei periodi più sensibili per la fauna acquatica. Il finanziamento complessivo di circa 100mila euro, assicurato in larga parte dai fondi PR-FESR tramite la Regione Piemonte, consente di coordinare interventi puntuali ma strategici: dall’espansione delle zone umide alla fruibilità dei sentieri, fino agli strumenti educativi dedicati ai visitatori.
Per Piossasco e per l’area metropolitana torinese, il progetto rappresenta un investimento sul capitale naturale e sulla qualità dell’esperienza all’aria aperta. Il rafforzamento degli habitat acquatici sostiene anfibi e insetti utili, mentre l’accessibilità dei percorsi amplia il numero di persone che potranno frequentare il parco con maggiore autonomia. Le ricadute attese riguardano sia l’educazione ambientale sia la promozione di un turismo di prossimità attento e rispettoso.
Cosa cambia per chi frequenta il parco
- Percorsi più leggibili e inclusivi, grazie a corda-guida, bacheche e leggii tattili.
- Maggiore presenza di habitat umidi, con benefici per anfibi, insetti impollinatori e vegetazione ripariale.
- Attività educative potenziate, in particolare sul tema della necromassa nel Bosco delle Fate.
- Contenimento delle specie invasive e miglioramento della qualità ecologica complessiva.
In attesa dell’apertura del cantiere, il valore dell’iniziativa sta anche nell’aver costruito un percorso condiviso tra istituzioni e comunità locale. Un approccio che può favorire la cura quotidiana del parco e la consapevolezza dei cittadini sulla fragilità, ma anche sulla ricchezza, degli ecosistemi a due passi da casa.