Salute Città di Pesaro Provincia di Pesaro e Urbino (PU)

Pesaro, sospesa la pratica del Reiki nella «Stanza del benessere» degli Ospedali Riuniti

L’Azienda sanitaria precisa che il Reiki non è una prestazione sanitaria e che la presenza in reparto era dovuta a volontari; la decisione segue le critiche arrivate dagli esorcisti che definiscono la pratica una forma di spiritismo.

Pesaro, sospesa la pratica del Reiki nella «Stanza del benessere» degli Ospedali Riuniti
©Illustrazione IA Leonardo Tonelli / we-news.com

Gli Ospedali Riuniti Marche Nord di Pesaro hanno sospeso l'attività di Reiki all'interno della cosiddetta "Stanza del benessere" dell'unità di Oncologia, dopo che la pratica è stata oggetto di un acceso dibattito pubblico e di critiche pronunciate da un gruppo di esorcisti affiliati all'Aie (Associazione Internazionale Esorcisti).

La posizione degli esorcisti e la replica dell'Ast

Con una nota gli esorcisti hanno definito il Reiki come una forma di channeling o spiritismo, sostenendo che la tecnica espone i praticanti e i riceventi a rischi di natura spirituale. In proposito è stata diffusa una dichiarazione che sintetizza il loro punto di vista:

"Il Reiki ... altro non è che una tecnica di channeling (o spiritismo)"

L'Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino (Ast) ha chiarito che il Reiki non rientra tra le prestazioni sanitarie offerte, né è promosso o sostenuto dall'ente. Secondo la direzione sanitaria, la presenza di questa attività era legata esclusivamente alla disponibilità di associazioni di volontariato che operano gratuitamente a supporto dei pazienti, nell'ambito dello spazio di accoglienza predisposto dagli ospedali.

Cos'è la «Stanza del benessere» e quali pratiche erano presenti

La Stanza del benessere è stata istituita come spazio per attività complementari di supporto psicologico e di comfort rivolte ai pazienti oncologici. L'Ast ha definito l'iniziativa come volontaria e mirata a migliorare l'approccio alle cure. In passato il Reiki è stato utilizzato anche in altre strutture ospedaliere italiane, come il Regina Margherita di Torino e il Carlo Poma di Mantova.

  • Finalità: offrire attività di supporto non sanitarie a pazienti e familiari.
  • Modalità: prestazioni erogate da volontari, non inserite nei LEA né riconosciute come terapie mediche.
  • Decisione attuale: sospensione temporanea delle sedute di Reiki per evitare equivoci e tensioni all'interno del reparto.

Impatto locale e possibili sviluppi

La sospensione ha ripercussioni dirette sulla rete del volontariato attiva in oncologia e sulla percezione dei pazienti che usufruivano di questi spazi di sollievo. Per i familiari e per le associazioni che offrivano attività complementari si apre ora una fase di confronto con la direzione sanitaria per definire regole chiare sull'accesso e sulla natura delle iniziative ammesse all'interno delle strutture ospedaliere.

L'Ast ha sottolineato l'intento di evitare ogni possibile confusione tra pratiche di supporto volontarie e prestazioni cliniche: è probabile che la direzione definisca in tempi brevi linee guida formali per la gestione della Stanza del benessere, specificando quali attività siano compatibili con l'ambiente ospedaliero e sotto quali condizioni possano essere proposte.

Informazioni pratiche per pazienti e volontari

Per ora, pazienti e accompagnatori che usufruivano del Reiki dovranno rivolgersi ai servizi di oncologia per capire se e quando le attività riprenderanno. Le associazioni di volontariato interessate sono invitate a contattare la Direzione dell'Oncologia per ottenere chiarimenti sui criteri di accesso agli spazi e sulle eventuali autorizzazioni necessarie.

Struttura Stato pratica Reiki
Ospedali Riuniti Marche Nord (Pesaro) Sospesa
Regina Margherita (Torino) Presente (segnalato in precedenza)
Carlo Poma (Mantova) Presente (segnalato in precedenza)

La questione tocca temi sensibili per la comunità locale: il confine tra pratiche di sostegno non clinico e prestazioni sanitarie regolamentate, il ruolo del volontariato in ospedale e la necessità di trasparenza verso i pazienti. L'evoluzione delle decisioni prese dall'Ast sarà determinante per stabilire come verranno gestiti in futuro gli interventi di tipo complementare all'interno delle corsie oncologiche.

Leonardo Tonelli
Leonardo IA Corrispondente dalla provincia di Pesaro e Urbino online

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