Decisione del giudice e contesto dell'indagine
Il giudice per l'udienza preliminare ha accolto oggi la richiesta di patteggiamento per Abdelatif El Hakimi, trentenne di origini marocchine, condannandolo a un anno di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena. L'imputato, difeso dall'avvocato Alice Bergonzoni, era già detenuto per altri fatti al momento dell'udienza.
Fatti contestati
Secondo quanto emerso nel procedimento, a El Hakimi sono state contestate cessioni di cocaina avvenute tra il 2020 e il 2025, con episodi rilevanti registrati nella zona di Castello Brianza e, in anni precedenti, a Oggiono. In particolare, a dicembre 2025 i carabinieri lo avrebbero sorpreso in possesso di una busta contenente 20 grammi di cocaina mentre era in un bivacco ricavato in un'area boschiva. Nel corso dell'attività investigativa i militari avrebbero documentato incontri per la cessione di singole dosi.
- Luoghi coinvolti: Castello Brianza, Oggiono
- Periodo: 2020-2025
- Pena concordata: 1 anno di reclusione (sospensione condizionale)
Sequestro e modalità
I carabinieri, impegnati nelle verifiche contro lo spaccio nelle aree isolate, avrebbero sorpreso l'imputato mentre si incontrava con un cliente nei pressi della chiesa di Castello Brianza per la cessione di una singola dose dal valore di 50 euro. Nel rifugio dove si sarebbe appostato, i militari avrebbero trovato anche un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento, elementi che hanno alimentato l'accusa di attività di spaccio ripetuta nel tempo.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Imputato | Abdelatif El Hakimi (23enne) |
| Difesa | Avv. Alice Bergonzoni |
| Magistrato | GIP Salvatore Catalano |
| Pena concordata | 1 anno (sospensione condizionale) |
| Sequestro | 20 grammi di cocaina (dicembre 2025) |
Implicazioni per il territorio e osservazioni
Il caso porta all'attenzione pubblica una dinamica che le forze dell'ordine definiscono ricorrente nelle aree boschive e meno frequentate: l'uso di bivacchi e luoghi appartati come punti di incontro per cessioni di sostanze stupefacenti. Per i residenti e per chi frequenta le aree montane e i boschi, la vicenda sottolinea l'importanza delle attività di controllo nelle zone isolate e la collaborazione con le forze dell'ordine per segnalare movimenti sospetti.
La sospensione condizionale della pena, ottenuta con il patteggiamento, significa che l'imputato non sconterà immediatamente la pena detentiva in carcere, a condizione di rispettare le prescrizioni stabilite dal giudice. Questo esito processuale è il risultato dell'accordo tra difesa e accusa e della valutazione del magistrato sulle circostanze del caso.
Indicazioni pratiche per i cittadini
- Segnalare alle forze dell'ordine qualsiasi attività sospetta nei pressi di aree boschive o bivacchi;
- Mantenere alta l'attenzione attorno a luoghi di culto e percorsi frequentati, che talvolta sono teatro di scambi illeciti;
- Favorire la collaborazione tra realtà locali, associazioni e forze dell'ordine per azioni di prevenzione e monitoraggio.
La vicenda rimane un monito sul tema dello spaccio nelle aree meno sorvegliate. Le autorità hanno ribadito la necessità di interventi mirati per contrastare la diffusione di stupefacenti e proteggere le comunità locali.