Accuse in aula e richiesta di integrazione delle indagini
È tornata davanti al giudice per l’udienza preliminare la vicenda che coinvolge un’avvocata del foro di Lecco, imputata per peculato in relazione alla gestione delle disponibilità finanziarie di una donna di 84 anni residente a Calolziocorte. Sul banco degli imputati c’è, formalmente, un bonifico da 700 euro ma la difesa e la parte civile offrono ricostruzioni molto diverse sull’entità e sulla natura dei fatti contestati.
Il procedimento era già approdato davanti al GUP Gianluca Piantadosi, che ha rimandato la decisione su alcune eccezioni preliminari presentate dalla difesa e fissato il prosieguo dopo la pausa estiva.
Le contestazioni della procura e la richiesta della parte offesa
Secondo l’atto d’accusa, l’episodio portato in capo all’imputata risale al 2017 e riguarda un unico trasferimento di denaro sul conto dell’avvocata, motivato nella causale con l’indicazione di una presunta «poltrona letto». La contestazione formale è, per ora, circoscritta a quell’operazione.
“rappresenta solo la punta dell’iceberg”
La legale che assiste la donna ottantaquattrenne, tuttavia, ha depositato memorie chiedendo al pubblico ministero o al giudice di ampliare gli accertamenti. Dalla ricostruzione della parte offesa emergerebbe, secondo il suo ufficio legale, una serie di movimenti considerati distrattivi che sommati raggiungerebbero l’importo complessivo di circa 90.000 euro in un arco temporale di quasi dieci anni.
Aspetti processuali e difesa
L’imputata è assistita da difensori che hanno sollevato diverse eccezioni preliminari, tanto che il GUP ha ritenuto necessario rinviare la decisione a data successiva. La professionista, nella sua carriera, era già stata coinvolta in una vicenda simile da cui risultò prosciolta: un elemento che la difesa ha ricordato in udienza.
- Atto contestato: un bonifico da 700 euro, con causale «poltrona letto».
- Richiesta della parte offesa: integrazione dell’imputazione per la presunta continuazione del comportamento distrattivo e valutazione di ammanchi complessivi pari a circa 90.000 euro.
- Stato del procedimento: udienza preliminare rinviata dopo eccezioni difensive; decisione sospesa fino alla ripresa dei lavori post-estate.
Implicazioni locali e tutela degli anziani
La vicenda solleva questioni di interesse concreto per i residenti della provincia: la figura dell’amministratore di sostegno e i poteri attribuiti a chi è chiamato a gestire le risorse di persone fragili sono al centro del dibattito. Soprattutto per familiari di anziani, questo caso evidenzia l’importanza di controlli, trasparenza e di un’assistenza legale e notarile che possa prevenire conflitti d’interesse o abusi.
Per chi abbia responsabilità analoghe o per i parenti di persone con necessità di tutela, è opportuno rivolgersi ai servizi sociali del proprio comune o a un consulente legale per verificare le procedure corrette di rendicontazione e controllo.
| Elemento | Dato riportato |
|---|---|
| Importo contestato in atto d'accusa | € 700 |
| Importo indicato dalla parte offesa | circa € 90.000 |
| Anno dell'episodio contestato | 2017 |
| Tribunale coinvolto | GUP Gianluca Piantadosi (udienza preliminare) |
Il procedimento seguirà le fasi previste dal codice di procedura penale. Finché non ci sarà una sentenza definitiva, vige la presunzione di non colpevolezza. Gli sviluppi saranno seguiti nelle successive udienze, quando il collegio giudicante deciderà sulle eccezioni preliminari e sull’eventuale rinvio a giudizio.