Decisione del board e primo commento
Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha comunicato venerdì 31 luglio di aver deliberato, all’unanimità, di interrompere le consultazioni relative a una potenziale aggregazione con Monte dei Paschi di Siena (Mps). Nella nota ufficiale il board motiva la scelta osservando che, a quasi due mesi dall’invio della lettera di combinazione, «non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso».
La situazione aperta per Rocca Salimbeni
Per la banca senese la rinuncia di Banco Bpm segna la fine di un possibile percorso di merger of equals che, secondo i promotori, avrebbe potuto dar vita a un nuovo gruppo bancario di riferimento in Italia. Rimane sul tavolo l’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo, che ora si pone come unica proposta concreta nei confronti di Mps.
Fatti e protagonisti
La possibile combinazione era stata prospettata da Banco Bpm lo scorso 7 giugno; il giorno dopo l’operazione era stata in qualche modo complicata dal lancio dell’Opas di Intesa. Nel corso della settimana, segnali di ristrettezza nel sostegno a una fusione erano emersi anche a livello azionario: Crédit Agricole, socio di maggioranza di Banco Bpm con il 29,3%, aveva espresso riserve pubbliche sulla prospettiva di un accordo con Mps.
- Data della riunione del Cda: 31 luglio
- Data della proposta iniziale di Banco Bpm: 7 giugno
- Socio di riferimento Banco Bpm: Crédit Agricole (29,3%)
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Data deliberazione | 31 luglio |
| Proposta Banco Bpm | 7 giugno |
| Quota Crédit Agricole | 29,3% |
«Non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso»
Conseguenze per il territorio senese
La decisione modifica immediatamente gli scenari per la governance di Mps e per le relazioni industriali legate alla banca che ha sede a Siena. Una mancata fusione con Banco Bpm significa che eventuali sinergie progettate tra le due realtà non si concretizzeranno, mentre resta in piedi la possibilità che Intesa Sanpaolo porti avanti la propria offerta. Per la città e la provincia di Siena questo può tradursi in incertezze su piani occupazionali, gestione delle filiali e ruoli apicali, oltre che su eventuali interventi di natura industriale sul territorio.
Prossime mosse e attese
Non essendoci al momento numeri o accordi ulteriori comunicati ufficialmente da Mps o dagli altri soggetti coinvolti, rimane prevalente un clima di attesa. L'uscita di scena di Banco Bpm lascia campo libero a Intesa, ma non elimina la necessità di verifiche regolamentari, valutazioni sul valore dell'offerta e passaggi istituzionali che avranno ricadute anche locali. Per i cittadini senesi, parti sociali e amministrazioni locali le prossime settimane saranno determinanti per chiarire impatti concreti su occupazione, presenza delle filiali e partecipazione della comunità alle scelte della banca storica della città.