Delibera ATERSIR: cosa cambia per i cittadini della provincia
L'assemblea dell'ambito territoriale ATERSIR che comprende la provincia di Modena ha approvato il nuovo Piano Economico Finanziario (PEF) che porta a un aumento medio delle tariffe sui rifiuti attorno all'8%. La misura, approvata nonostante l'opposizione di numerosi amministratori locali, avrà effetti concreti sulle bollette di famiglie e imprese del territorio e apre una fase di tensione politica tra i sindaci.
Voti, dissensi e il ruolo del Comune capoluogo
Alla votazione l'assemblea ha registrato una spaccatura significativa: dodici voti contrari e tre astensioni si sono confrontati con il fronte favorevole che, grazie al peso dei grandi comuni e alla scelta del Comune di Modena, ha ottenuto l'approvazione definitiva del PEF. In particolare il Comune di Modena ha espresso voto favorevole tramite l'assessore Molinari «per dichiarato senso di responsabilità», una scelta che, secondo quanto riferito, è stata decisiva per chiudere il risultato a favore del sì.
"Un documento che sancisce un rincaro medio per cittadini e imprese intorno all'8%"
Impatto territoriale: la differenza tra Modena e la provincia
Gli effetti del nuovo PEF non saranno omogenei: il Comune di Modena, per esempio, registrerà un incremento medio stimato attorno al 4,5%, valore inferiore alla media provinciale ma comunque significativo per i bilanci domestici e per le attività commerciali. Le aree collinari e montane, insieme ad alcune comunità della prima cintura, hanno guidato la resistenza al provvedimento sostenendo che gli aumenti sono insostenibili, specie alla luce di criticità operative ancora irrisolte nel servizio di raccolta.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Aumento medio provinciale | 8% |
| Aumento medio Comune di Modena | 4,5% |
| Voti contrari in assemblea | 12 |
| Astensioni | 3 |
Le ragioni del rincaro e le proteste
Secondo la documentazione esaminata in assemblea, gli incrementi tariffari rispondono a diversi fattori: conguagli per il recupero dell'inflazione, maggiori oneri contrattuali a carico dei gestori e costi concreti legati a interventi di correzione del sistema di raccolta (tra cui il riposizionamento logistico dei cassonetti e le opere di spazzamento). Sulle aree montane e dell'Appennino, amministratori locali hanno qualificato la misura come insostenibile, segnalando che la qualità del servizio non giustifica l'entità degli aumenti.
La protesta si è inoltre concentrata su un nodo politico-amministrativo: alcuni primi cittadini contestano la scelta di votare aumenti tariffari mentre le grandi multiutility registrano utili e distribuirebbero dividendi. Da più parti sono quindi arrivate richieste di chiarimenti e di possibili correttivi sul piano, che però – nello stato attuale – non impediscono l'applicazione delle nuove tariffe.
Effetti pratici e prossimi passi
Per le famiglie e le imprese l'approvazione del PEF si tradurrà in bollette più pesanti a partire dalle prossime emissioni tariffarie, con possibilità per i singoli comuni di rimodulare parzialmente gli aumenti nell'ambito delle proprie autonomie. Sul piano politico resta aperto il fronte del confronto tra amministrazioni: i sindaci contrari hanno annunciato che terranno alta l'attenzione sulla qualità del servizio e sul reperimento di alternative che possano alleggerire il carico sui cittadini.
- La delibera è stata approvata nonostante dodici voti contrari e tre astensioni.
- Il Comune di Modena ha votato a favore; il suo incremento medio stimato è del 4,5%.
- Le aree montane e collinari hanno guidato la protesta denunciando criticità nel servizio.
La questione delle tariffe rifiuti resta dunque sul tavolo politico e amministrativo del territorio modenese: i prossimi mesi saranno decisivi per capire se e come sarà possibile mitigare gli aumenti e se le misure di miglioramento del servizio giustificheranno i maggiori costi a carico dei cittadini.