Sequestro e indagine a Macerata per gestione irregolare di rifiuti pericolosi
Nei giorni scorsi una operazione congiunta della Polizia Locale di Macerata, del Nucleo Carabinieri Forestale e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro ha portato al sequestro penale di un'area di un'autofficina nel territorio comunale. Durante il controllo gli agenti hanno riscontrato gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti prodotti dall'attività, con potenziali rischi per l'ambiente e per la salute pubblica.
Le violazioni rilevate riguardano sia profili ambientali sia urbanistici: sono stati trovati locali e manufatti utilizzati a servizio dell'officina che, secondo gli accertamenti, non risultavano accatastati. Sul fronte ambientale è stato documentato un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e l'assenza di idonee misure di contenimento.
- Decine di batterie per autotrazione stipate in area
- Numerosi contenitori, tra cui fusti da 200 litri con oli esausti
- Perdite d'olio che hanno impregnato il terreno circostante
- mancanza del registro di carico e scarico obbligatorio per rifiuti speciali
L'ispezione ha evidenziato che l'olio esausto fuoriusciva dai fusti e percolava sul suolo, contaminando i materiali accatastati e creando un rischio di dispersione in ambiente. Per quanto accertato, le misure di sicurezza previste dalla normativa per la conservazione dei rifiuti pericolosi, come bacini di contenimento e contenitori idonei, non erano adottate.
| Voce | Dato rilevato |
|---|---|
| Batterie per autotrazione | Decine |
| Fusti con oli esausti | Numerosi (fusti da 200 litri) |
| Sanzione amministrativa contestata | Oltre 4.000 euro |
Di conseguenza l'area è stata sottoposta a sequestro penale e il legale rappresentante dell'attività è stato deferito all'Autorità giudiziaria per il reato di deposito incontrollato di rifiuti pericolosi, illecito che il Codice dell'Ambiente punisce con pene detentive. Inoltre è stata contestata l'omissione del registro di carico e scarico, con l'applicazione di una sanzione amministrativa superiore ai 4.000 euro.
Le verifiche proseguono per chiarire anche gli aspetti edilizi e urbanistici: gli uffici comunali stanno esaminando la regolarità catastale dei locali utilizzati dall'officina. L'intervento congiunto delle forze dell'ordine e degli organi tecnici è finalizzato a circoscrivere l'eventuale contaminazione del suolo e ad avviare le procedure di bonifica qualora ne emergessero le necessità.
Per i residenti e per le attività limitrofe questo episodio pone l'accento su alcuni punti pratici e di prevenzione: la corretta gestione dei rifiuti pericolosi nei centri urbani, l'importanza della tracciabilità (registro carico/scarico) e la vigilanza normativa su officine e depositi che operano a contatto con materiali inquinanti. L'autorità giudiziaria procederà ora con gli accertamenti tecnici e con gli atti istruttori necessari per definire responsabilità e misure cautelari.
Eventuali aggiornamenti sull'esito delle indagini e sulle eventuali misure di bonifica verranno comunicati dagli enti competenti non appena disponibili.