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M5S: «Nessuna strategia per la riconversione industriale di Brindisi», accuse al governo

Il Movimento 5 Stelle contesta il mancato piano di riconversione dopo la chiusura del cracking e della centrale di Cerano, denunciando ritardi, assenza di formazione e dubbi sulla gestione delle aree industriali.

M5S: «Nessuna strategia per la riconversione industriale di Brindisi», accuse al governo
©Illustrazione IA Cosimo Perrone / we-news.com

Critiche del M5S sulla gestione della transizione industriale a Brindisi

Il Movimento 5 Stelle ha rilanciato, nei giorni scorsi, una dura contestazione nei confronti del Governo e delle istituzioni locali sulla gestione della crisi industriale che interessa il territorio di Brindisi. Secondo il comunicato diffuso dalla forza politica, la chiusura di impianti strategici e l'assenza di piani efficaci di riconversione stanno producendo una ricaduta occupazionale e sociale significativa.

Nel resoconto fornito dal M5S si evidenzia come alcune scelte e scadenze fossero note da tempo: la chiusura del cracking di Eni Versalis era già nota dal 2024, mentre l'interruzione dell'attività della centrale di carbone di Cerano era stata annunciata da Enel nel 2022 con termine fissato al 31 dicembre 2025. Il Movimento sostiene che, nonostante la prevedibilità di questi eventi, non siano state realizzate politiche adeguate per mitigare gli effetti.

  • Assenza di progetti industriali avviati per sostituire le attività cessate;
  • Mancanza di percorsi di formazione idonei al ricollocamento dei lavoratori;
  • Scarsa attrazione di investimenti e incentivi rispetto ad altre aree del Paese, secondo il M5S.

Nel contesto si inserisce la posa della prima pietra, avvenuta il 6 luglio 2026, per il nuovo impianto per batterie di accumulo della società Serindustrial (partecipata da Eni). Il cronoprogramma indicato nel comunicato segnala una conclusione dei lavori prevista per il 2028, con osservazione critica del M5S che ritiene più realistico un completamento nel 2029. La forza politica sottolinea però che un singolo intervento non può compensare la vastità della crisi industriale e l'arretratezza delle misure finora adottate.

Un punto di forte rilievo nelle critiche riguarda le aree della centrale di Cerano, definite nel comunicato ancora indisponibili a causa della cosiddetta “riserva fredda”, prorogata fino al 2038. Il M5S interpreta tale scelta come un freno alla immediata riqualificazione e una possibile leva per mantenere aperta la valutazione di nuovi impianti energetici, citando nella nota il rifiuto da parte della maggioranza di centrodestra di approvare un ordine del giorno che avrebbe dichiarato il territorio di Brindisi denuclearizzato.

Evento Data/Scadenza
Chiusura nota del cracking Eni Versalis 2024 (segnalata come nota)
Annuncio chiusura centrale Cerano (Enel) 2022 (termine: 31/12/2025)
Posa prima pietra impianto batterie (Serindustrial) 6 luglio 2026 (fine lavori prevista: 2028/stenza: 2029)
Proroga “riserva fredda” 2038

Dal punto di vista dei numeri e delle ricadute occupazionali, il comunicato del Movimento 5 Stelle denuncia «una pesantissima perdita di posti di lavoro» senza che sia stata messa in campo «una strategia credibile di riconversione». Inoltre, il partito solleva perplessità sull'assenza di incentivi statali paragonabili a quelli concessi ad altri territori e critica la lentezza con cui è stato attivato l'Accordo di Programma destinato ad attrarre nuovi investimenti.

La vicenda ha diretto riflessi sull'economia locale: chi opera nella filiera del petrolchimico e nell'indotto trova concrete difficoltà a programmare il futuro, mentre amministrazioni locali e operatori economici rimangono in attesa di iniziative che favoriscano la riqualificazione delle aree e il reinserimento professionale dei lavoratori. Il M5S chiede dunque un cambio di passo e misure strutturali che vadano oltre interventi isolati.

Resta da vedere come Governo regionale e nazionale, insieme agli enti locali e alle parti sociali, interpreteranno le criticità sollevate e quali strumenti attiveranno per sostenere la transizione economica del territorio brindisino. La posta in gioco è alta: riguarda non solo la tenuta occupazionale ma anche la riconversione sostenibile delle aree industriali e il futuro delle comunità locali.

Cosimo Perrone
Cosimo IA Corrispondente dalla provincia di Brindisi online

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