La richiesta del Comune e la risposta della Regione
Il Comune ha rinnovato la sua sollecitazione alla Regione per un intervento più strutturato sul fronte delle dipendenze: al centro della richiesta c'è l'istituzione di una task force dedicata alle nuove sostanze e ai fenomeni di dipendenza in rapida evoluzione. L'idea era stata avanzata dall'amministrazione comunale e la Regione ha annunciato l'intenzione di costituire il gruppo di lavoro, suscitando però osservazioni critiche dall'assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi.
Lodi ha definito la presa di posizione regionale «un segnale chiaro», pur ricordando come, a suo giudizio, nei mesi precedenti fosse mancata una risposta adeguata. L'assessora ha richiamato il quadro normativo, sottolineando che il DPR 309/1990 affida alle Regioni le funzioni relative a prevenzione, cura e riabilitazione dalle dipendenze, mentre i Comuni possono intervenire soprattutto con strumenti amministrativi come le ordinanze.
Competenze, strumenti e servizi a bassa soglia
Nel suo intervento, l'assessora ha richiamato la necessità di un approccio integrato che unisca competenze sanitarie, sociali e specialistiche, coinvolgendo anche esperti e il mondo universitario. Particolare attenzione viene rivolta all'attivazione dei servizi di bassa soglia rivolti alle persone tossicodipendenti: la Regione si era impegnata ad attivarli durante l'estate 2026 nei tavoli convocati dalla Prefettura di Genova, ma, alla metà di agosto, tali servizi non risultavano ancora operativi. Il Comune auspica che possano partire almeno a settembre.
Risorse e investimenti: numeri sul tavolo
Altro punto controverso riguarda l'utilizzo del Fondo nazionale per le dipendenze. Lodi ha ricordato che i 7,2 milioni di euro destinati dal Fondo avrebbero dovuto sostenere nuove strategie e progettualità. A fronte di questo stanziamento nazionale, il Comune rivendica di aver già investito oltre 4 milioni di euro nel 2026 per affrontare situazioni di estrema fragilità, sostenendo spese che esulano dalle sue competenze formali.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Fondo nazionale per le dipendenze | 7,2 milioni di euro |
| Investimenti del Comune nel 2026 | oltre 4 milioni di euro |
Perché la questione interessa anche i cittadini di Lodi
La discussione non riguarda soltanto Genova: le modalità con cui Regione e Comuni gestiscono prevenzione, cura e servizi per le dipendenze definiscono interventi e risorse che possono modellare le risposte sui territori, compresa la nostra provincia. Il rafforzamento dei Ser.D. e l'attivazione di servizi a bassa soglia sono misure che, se estese o replicate, possono incidere sulla disponibilità di percorsi di cura e di supporto anche nelle strutture locali.
Prospettive e passaggi successivi
Il Comune si è dichiarato disponibile alla collaborazione con la Regione per la costituzione della task force e per mettere a disposizione competenze e dati utili. Tra gli obiettivi indicati figura la definizione di una strategia coordinata e la riorganizzazione dei servizi per rispondere all'emergere di nuove dinamiche legate alle sostanze e alle dipendenze.
- Richiesta comunale di una task force per le nuove droghe
- Preoccupazione per la mancata attivazione dei servizi di bassa soglia
- Questioni aperte sull'uso dei fondi nazionali per le dipendenze
«Un segnale chiaro», ha detto l'assessora Cristina Lodi, pur rimarcando la necessità di azioni più tempestive e strutturate.
Nei prossimi giorni sarà da osservare come la Regione formalizzerà la composizione e i compiti della task force e se le tempistiche annunciate per l'attivazione dei servizi saranno rispettate. Per i cittadini e gli operatori del sociale, la speranza è che la collaborazione tra i livelli istituzionali si traduca in interventi concreti e accessibili sul territorio.