Vertice giudiziario per il lascito di una 93enne di Lissone
La controversia sull'eredità di una donna di 93 anni residente a Lissone si è trasformata in un fascicolo inviato alla Procura dopo che una perizia ha ritenuto non autentico uno dei due testamenti in causa. La vicenda ha visto contrapposti la comunità monastica SS. Trinità di Dumenza, che sosteneva di essere beneficiaria di un testamento del 2011, e due nipoti che avevano prodotto un secondo testamento datato 2017 con cui venivano indicati come unici eredi.
Al centro della disputa vi erano una abitazione a Lissone e titoli bancari, per un valore complessivo indicato in circa mezzo milione di euro. Secondo gli atti esaminati dal Tribunale di Monza, il primo testamento, predisposto nel 2011, attribuiva ai monaci la casa e le obbligazioni, riservando ai nipoti un legato modesto di 15.000 euro ciascuno e lasciando il saldo del conto corrente a una vicina di casa. Dopo la scomparsa della donna nel 2019, i parenti hanno invece prodotto il documento del 2017.
“La signora veniva a parlare con il Priore a Vertemate, a volte pernottava da noi, veniva da sola. Dopo ci siamo spostati a Dumenza e raggiungerci là era più difficile ma ha continuato a scriverci – ha dichiarato alla giudice Claudia Maria Bonomi il Vice Priore – A me personalmente raccontava della casa dove viveva, dell’auto che aveva, se doveva cambiarla. Una presenza molto discreta. Non mi parlava più di tanto di parenti o amici. Nel nostro progetto iniziale per Dumenza dovevamo costruire una chiesetta e lei, quando l’ha saputo, voleva contribuire, voleva aiutarci, perché noi avevamo dei debiti, lei ha det
La testimonianza del Vice Priore è stata utilizzata dalla comunità monastica per dimostrare la relazione continuativa e l'intento benefico della donatrice nei confronti dell'istituto religioso. Al contrario, i nipoti hanno sostenuto che l'anziana avesse cambiato volontà nel 2017, attribuendo loro l'intero patrimonio.
Esiti della perizia e conseguenze procedurali
Il documento del 2017, presentato ai giudici dopo la morte della testatrice, è stato sottoposto a perizia grafologica: l'esame ha concluso per la mancata autenticità del testamento. Sulla base di tale valutazione, gli atti sono ora al vaglio della Procura, che dovrà stabilire se vi siano profili di rilevanza penale, come la possibile falsificazione di un atto testamentario o altre irregolarità nella sua produzione e presentazione.
Il passaggio dagli uffici civili del Tribunale alla Procura segnala che la disputa non è più soltanto una contesa ereditaria fra parti private, ma potrebbe evolvere in un procedimento penale con ricadute per i nipoti che hanno prodotto il documento contestato.
Impatto locale e punti pratici per i cittadini
La vicenda richiama l'attenzione su alcuni profili utili ai residenti della provincia:
- Importanza della forma e della conservazione dei testamenti: la validità di una disposizione testamentaria può essere determinante e la sua autenticità deve poter essere comprovata in caso di contestazione.
- Ruolo delle perizie tecniche: gli accertamenti grafologici e documentali possono ribaltare l'esito di una disputa ereditaria e innescare approfondimenti penali.
- Consulenza legale preventiva: per evitare contenziosi, è consigliabile rivolgersi a un notaio o a un avvocato per la redazione e la registrazione formale di disposizioni patrimoniali.
Per la comunità di Lissone e per i soggetti coinvolti, la partita non è chiusa: l'istruttoria della Procura potrà portare a nuove determinazioni e, se verranno rilevati reati, a un procedimento penale.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Testamento favorevole ai monaci | 2011 |
| Presunto testamento favorevole ai nipoti | 2017 (ritenuto non autentico) |
| Decesso della testatrice | 2019 (età 93 anni) |
| Beni in discussione | abitazione a Lissone e titoli per circa mezzo milione di euro |
Il Tribunale di Monza ha affrontato la causa civile promossa dalla comunità monastica per il riconoscimento del lascito. Ora, con l'inoltro degli atti alla Procura, si apre una fase nuova che potrà chiarire responsabilità e contorni delle azioni intraprese dopo la morte dell'anziana. La vicenda resta seguita da vicino in città, sia per la rilevanza economica dell'eredità sia per l'interesse sui rapporti tra istituzioni religiose e familiari nella gestione dei lasciti.
Per ulteriori sviluppi, saranno determinanti gli accertamenti della Procura e le eventuali azioni che le parti vorranno intraprendere per sostenere le rispettive posizioni in sede penale e civile.