Un settore ancora centrale per il territorio, tra sfide internazionali e politiche di modernizzazione
Il comparto Legno-Arredo conferma la sua importanza nelle province di Pesaro e Urbino e di Ancona: sono complessivamente 1.120 imprese attive nel primo trimestre del 2026, con oltre 12.900 addetti. Il dato emerge dalla riunione del Direttivo Legno-Arredo di Confartigianato Imprese Ancona - Pesaro e Urbino, tenutasi al Cosmob, centro tecnologico di riferimento per il settore.
Nonostante la solidità numerica, il comparto non è esente da difficoltà. La flessione rispetto al primo trimestre del 2025 è attribuita all'incertezza dei mercati internazionali, al rallentamento della domanda in Europa e alla crescente concorrenza asiatica. A sostenere la competitività resta però l'orientamento all'export, che nel periodo considerato ha registrato valori significativi nelle due province.
| Provincia | Imprese attive | Export (primo trimestre 2026) |
|---|---|---|
| Pesaro e Urbino | 796 | ~98 milioni € |
| Ancona | 324 | ~52 milioni € |
Nel corso dell'incontro sono stati illustrati strumenti e misure che possono supportare le imprese locali nella transizione produttiva e nell'adeguamento competitivo, con particolare attenzione a incentivi e programmi operativi.
- Strumenti economici: finanza agevolata, contributi a fondo perduto, incentivi legati al contenimento delle bollette.
- Capitale umano: fondi per la formazione e progetti con scuole e istituti tecnici per colmare il fabbisogno di personale qualificato.
- Innovazione e sostenibilità: misure e certificazioni ambientali sempre più richieste dal mercato.
Grandi mercati di sbocco restano la Francia, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti, segnando la natura fortemente internazionale delle aziende del territorio. Dal punto di vista pratico, le imprese locali sono chiamate a combinare investimenti tecnologici e formazione per mantenere quote di mercato e penetrare nuove nicchie, soprattutto a fronte della concorrenza estera.
Al Cosmob è stata inoltre affrontata la normativa tecnica: le certificazioni come i CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono citate come sempre più rilevanti per l'accesso a committenze pubbliche e per la reputazione commerciale all'estero.
Per la provincia di Pesaro e Urbino, dove il comparto conta la maggior parte delle imprese regionali nel settore, le implicazioni sono concrete: preservare l'occupazione, sostenere l'export e favorire un ricambio generazionale qualificato attraverso l'alternanza scuola-lavoro e percorsi formativi mirati. Le associazioni di categoria sollecitano dunque interventi che combinino strumenti economici, formazione e supporto all'innovazione, in modo da trasformare gli elementi di rischio in opportunità di rilancio.
In sintesi, il Legno-Arredo rimane una specializzazione industriale di peso nella nostra area: i prossimi mesi saranno decisivi per tradurre in politiche efficaci le misure discusse durante la riunione, con un occhio particolare alle nuove regole tecniche e ai mercati esteri.