Accertamenti tra Milano e Monza e Brianza
La Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha coordinato un'indagine che ha portato al deferimento di 10 persone ritenute coinvolte in un traffico illecito di rifiuti tra la provincia di Milano e quella di Monza e Brianza. I carabinieri forestali del Nipaaf hanno eseguito 6 perquisizioni rivolte, tra gli altri, a cinque autodemolitori e al titolare di un'impresa individuale.
Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, le attività contestate riguardano la gestione non conforme di materiali di scarto, la spedizione transfrontaliera illecita e l'organizzazione degli stessi traffici. L'indagine ha fatto emergere casi specifici di invii all'estero mascherati da carichi legittimi.
- Sequestri di materiali e veicoli sospetti durante le perquisizioni;
- Ipotesi di esportazione irregolare di rifiuti diretti in Africa occidentale;
- Coinvolgimento anche di aziende formalmente autorizzate alla gestione dei veicoli fuori uso, sul cui operato gli accertamenti proseguono.
Nel corso delle operazioni i militari hanno posto sotto sequestro diversi materiali e documenti ora al vaglio degli investigatori. Tra gli elementi sequestrati figurano motocicli, carcasse di autovetture e rifiuti metallici in quantità significative, oltre a blocchi motore e documentazione amministrativa relativa alla tracciabilità dei rifiuti.
| Voce | Quantità |
|---|---|
| Persone deferite | 10 |
| Perquisizioni | 6 |
| Motocicli sequestrati | 5 (di provenienza illecita) |
| Rifiuti metallici | circa 120 m³ |
| Carcasse autovetture trovate | 14 |
Le indagini hanno individuato, tra l'altro, una spedizione presentata in dogana come carico di generi alimentari che in realtà avrebbe contenuto decine di carcasse di motocicli provenienti da autodemolitori dell'hinterland e componenti non bonificati classificati come rifiuti pericolosi, oltre a rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
Gli investigatori segnalano che alcuni motocicli risultavano essere provento di furto e smontati per occultarne la provenienza. Un procedimento parallelo riguarda un'autodemolizione della provincia di Monza e Brianza che, seppure formalmente autorizzata per la gestione dei veicoli fuori uso, è sospettata di aver gestito in modo sistematico grandi quantità di rifiuti senza osservare la tracciabilità prevista dalla normativa ambientale.
La vicenda mette in luce rischi ambientali e di ordine pubblico legati a circuiti illeciti che coinvolgono imprese locali e traffici internazionali. Gli accertamenti proseguono, con la documentazione sequestrata ora al vaglio della Procura per ricostruire ruoli, responsabilità e l'eventuale estensione delle reti coinvolte.
Per i cittadini dell'area metropolitana la notizia solleva interrogativi sulla corretta gestione dei rifiuti, sulle filiere autorizzate e sul monitoraggio delle attività degli autodemolitori: aspetti che la magistratura e le forze dell'ordine stanno ora approfondendo.