Emergenza incendi: interventi coordinati e evacuazioni in provincia
Proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento sugli incendi boschivi che in questi giorni interessano diverse province del Piemonte. Nel Verbano-Cusio-Ossola le squadre sono attive su tre roghi, alcuni sviluppatisi in aree di montagna ad alta quota e in luoghi impervi, dove l'accesso delle squadre a terra è limitato.
La frazione di Colloro, nel comune di Premosello-Chiovenda, è stata evacuata nel pomeriggio per motivi di sicurezza: più di 100 persone sono state fatte allontanare precauzionalmente mentre i mezzi di soccorso hanno concentrato gli sforzi per contenere il fronte che avanza verso la Val Grande.
- Dispositivo operativo: la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) dei vigili del fuoco coordina le operazioni.
- Assetto aereo: in attività sei Canadair della flotta di Stato, tre elicotteri regionali e un elicottero Drago del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
- Interventi in quota: in Val Vigezzo il personale è stato elitrasportato a 1.650 metri, mentre a Premosello l'incendio si trova a circa 1.900 metri in un'area inaccessibile alle squadre a terra.
Oltre alle operazioni aeree, sono impiegati volontari AIB e contingenti di terra per le attività di contenimento e bonifica. Diverse zone richiedono una particolare attenzione per la loro conformazione: la quota elevata e i versanti scoscesi complicano le azioni di spegnimento e aumentano la necessità di supporto dall'alto.
Le autorità hanno disposto interventi precauzionali anche in altri comuni della provincia: a Bannio Anzino è stata evacuata l'unica occupante di una baita nella località Dorchetta. La gestione coordinata degli interventi vede la collaborazione tra vigili del fuoco, volontari di protezione civile e mezzi aerei statali e regionali.
| Provincia | Fronti/Incendi |
|---|---|
| Vercelli | 4 focolai |
| Verbano-Cusio-Ossola | 3 roghi |
| Torino | Intervento in fase di bonifica |
Le condizioni meteorologiche e la natura degli incendi suggeriscono prudenza: le aree colpite includono boschi e versanti alpini che, oltre al rischio per le persone, sono sensibili per il valore naturalistico e per la vicinanza a parchi e riserve. Il coordinamento della SOUP si è esteso su otto fronti distribuiti tra le tre province, integrando risorse aeree e terrestri dove più necessario.
Per i residenti delle località coinvolte valgono alcune indicazioni pratiche: seguire le comunicazioni ufficiali del Comune e della protezione civile, non rientrare nelle aree evacuate finché non viene dato il nulla osta, e segnalare ai numeri di emergenza eventuali situazioni di pericolo o persone in difficoltà. Le autorità locali stanno predisponendo punti di assistenza per chi ha lasciato le abitazioni.
Il dispositivo continuerà a operare fino al completo spegnimento e alla bonifica dei fronti, con l'obiettivo di mettere in sicurezza i territori interessati e prevenire nuovi focolai.