Attacco notturno a Oltrefiume
Nella notte tra sabato e domenica due capre di proprietà di un'azienda agricola di Oltrefiume, nella zona della Tranquilla a Baveno, sono state trovate sbranate nel podere di famiglia. I proprietari, che coltivano fiori e ortaggi e utilizzavano gli animali come affetto, hanno scoperto l'accaduto la mattina seguente e hanno immediatamente allertato il veterinario dell'Asl e i carabinieri forestali, che hanno rilevato la morte compatibile con una predazione da lupo.
Le due capre, chiamate Molly e Olivia, non si trovavano in stalla ma in un'area recintata con rete alta oltre un metro e mezzo, vicina a serre e all'abitazione della famiglia. Secondo il racconto del titolare, verso le 2:30 della notte alcuni cani hanno abbaiato, un evento che in zona è frequente e non ha destato inizialmente allarme; il giorno dopo è emersa la gravità della situazione.
«Non ci interessano gli eventuali rimborsi delle nostre due capre: diamo questa notizia affinché altri che abitano nella nostra zona facciano attenzione. Purtroppo quello che ci è capitato attesta una volta in più che i lupi, che hanno ripopolato anche le montagne della nostra provincia, non temono di avvicinarsi a luoghi dove possano incontrare l’uomo»
Il racconto del coltivatore evidenzia anche l'assenza di fototrappole nell'appezzamento, quindi non esiste finora una documentazione fotografica che confermi in modo inequivocabile la specie predatrice. Il proprietario tuttavia esprime forti dubbi che possa trattarsi di un altro animale, considerata la dinamica degli azzannamenti e il peso degli esemplari coinvolti.
Altri episodi e reazioni istituzionali
Nel medesimo fine settimana è stato segnalato un analogo episodio all'alpe Pedriola: l'azienda anzaschina Madalù ha denunciato l'attacco a due vitelli. Anche a Macugnaga, dove tre settimane fa è avvenuta la predazione di un puledrino, i sindaci e gli allevatori chiedono misure più incisive. Il sindaco di Macugnaga, Stefano Candiani, ha annunciato l'intenzione di chiedere un incontro al prefetto per discutere la situazione nel VCO.
Questi fatti segnano un quadro crescente di conflitto tra presenza del lupo e attività rurali nelle aree di montagna e pedemontane: la ricomparsa e l'espansione del predatore in molte zone alpine ha riportato all'attenzione questioni di prevenzione, vigilanza e tutela degli allevatori che mantengono pascoli e attività agricole sul territorio.
Cosa cambia per i residenti
- Maggiore attenzione alle ore notturne: gli animali domestici e da cortile vanno controllati con regolarità.
- Recinzioni e protezioni: la semplice rete alta può non essere sufficiente; gli allevatori valutino sistemi aggiuntivi di protezione.
- Segnalazioni: ogni predazione va riferita tempestivamente alle autorità veterinarie e forestali per le verifiche e le eventuali misure di contrasto.
Per gli abitanti delle frazioni pedemontane e delle aree attorno al Mottarone, questi episodi richiamano la necessità di un coordinamento tra amministrazioni locali, Prefettura, forze dell'ordine e servizi veterinari per aggiornare protocolli di prevenzione, valutare interventi di protezione e definire i percorsi per il risarcimento dei danni.
| Luogo | Specie colpita | Proprietario o azienda |
|---|---|---|
| Oltrefiume (Baveno) | 2 capre (Molly, Olivia) | Azienda di Davide Camuzzi |
| Alpe Pedriola | 2 vitelli | Azienda Madalù |
| Macugnaga | puledrino (precedente) | segnalazione locale |
Resta da chiarire se le autorità predisporranno monitoraggi specifici con fototrappole o piani di intervento mirati nelle aree interessate. Nel frattempo, gli allevatori del VCO chiedono risposte concrete per proteggere il bestiame e garantire la sopravvivenza di attività agricole e pastorali tradizionali.