Controlli e primi sviluppi dopo la deflagrazione nella ditta di fuochi d'artificio
Proseguono le indagini sull'esplosione avvenuta nella prima mattinata di mercoledì presso la ditta V.D.S. Fireworks di Sant'Anatolia di Borgorose. Dalle verifiche condotte dai carabinieri del Nucleo per la tutela del lavoro è emerso che una delle persone decedute nell'incidente, Teresa Tozzi — madre di un'altra vittima, Simone Colle — risultava impiegata in nero all'interno del complesso produttivo.
Secondo quanto riferito dagli accertamenti, i militari hanno proceduto alla sospensione dell'attività e all'irrogazione di una sanzione amministrativa al titolare della ditta per un importo pari a 10.300 euro. L'imprenditore è al momento indagato con l'ipotesi di omicidio colposo plurimo aggravato in relazione alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Le verifiche investigative hanno inoltre confermato la validità dei sospetti iniziali emersi sin dalle prime fasi: le versioni fornite da alcuni operai superstiti — secondo le quali la donna si sarebbe recata nello stabilimento solo per portare la colazione al figlio — sono state ritenute poco attendibili dagli inquirenti.
«al termine della prima fase ispettiva scaturita dal duplice infortunio mortale sul lavoro, avvenuto mercoledì mattina, hanno anche elevato sanzioni amministrative»
Nel corso delle attività di ricostruzione dell'accaduto gli investigatori stanno valutando più piste sulle cause della deflagrazione. Tra le ipotesi al vaglio è riportata la presenza di una autovettura Panda impiegata per il trasporto di materiali all'interno del complesso, ma anche la circostanza che la produzione di fuochi d'artificio fosse stata svolta in locali adibiti allo stoccaggio o alla semplice miscelazione degli esplosivi, anziché in strutture protette. Il magazzino andato distrutto non era infatti una casamatta progettata per resistere a esplosioni accidentali.
Le contestazioni successive alle ispezioni hanno preso in particolare considerazione:
- la posizione lavorativa di una delle vittime, non risultante tra i dipendenti regolarmente assunti;
- la conformità dei locali alle normative di sicurezza previste per la produzione e il deposito di materiali esplodenti;
- la possibile presenza e movimentazione di materiali pericolosi mediante mezzi non idonei all'interno dell'area produttiva.
Dalla ricostruzione emerge un quadro che, oltre al drammatico bilancio umano, solleva questioni operative e di responsabilità: il titolare è ora indagato e dovrà rispondere delle violazioni contestate dagli inquirenti. Si segnala inoltre che il titolare attuale è parente dei precedenti proprietari della fabbrica, già condannati in relazione alla tragica vicenda del 2023 nello stesso impianto, particolare che figura nelle carte dell'inchiesta.
| Elemento | Stato/Valore |
|---|---|
| Sanzione amministrativa | 10.300 euro |
| Persona deceduta impiegata | Impiegata in nero (Teresa Tozzi) |
| Ipotesi di reato | Omicidio colposo plurimo aggravato |
Per i residenti della zona e per chi lavora nel settore degli artifici pirotecnici restano aperte domande sulla sicurezza degli impianti e sulle procedure di controllo. Le autorità competenti hanno posto in essere i primi provvedimenti amministrativi e proseguono gli accertamenti tecnici e giudiziari per chiarire le cause esatte dell'esplosione e le responsabilità penali. Ulteriori sviluppi potranno emergere man mano che si completeranno le indagini tecniche e le perizie sui luoghi.