Una giornata per custodire la memoria civile
Empoli si prepara a un appuntamento che parla a tutta l’Italia. Venerdì 24 luglio 2026 la città onorerà i 29 concittadini uccisi per rappresaglia dalle truppe naziste nel 1944, rinnovando un rito di comunità che tiene viva la coscienza storica e il legame con le proprie radici. Un dolore inciso nella pietra di una lapide e nella memoria collettiva, reso ogni anno presente da gesti semplici e solenni.
«Una città ben salda alle sue origini, profonde, alla sua identità. Alla sua storia.»
Quel 24 luglio di 82 anni fa segnò Empoli in modo indelebile. Tra i nomi ricordati spicca anche quello dell’unico sopravvissuto, Arturo Passerotti, riuscito a fuggire alla fucilazione. La cerimonia di quest’anno ripropone il percorso del ricordo con momenti distinti ma uniti da un unico filo: la responsabilità di non dimenticare.
Il programma del 24 luglio
La mattinata prevede due appuntamenti principali tra la Collegiata e la piazza dedicata all’eccidio, con la partecipazione delle istituzioni cittadine.
| Orario | Luogo | Evento |
|---|---|---|
| 9.30 | Chiesa della Collegiata di Sant’Andrea | Santa messa in suffragio dei caduti |
| 10.30 | Piazza XXIV Luglio | Corteo, deposizione della corona d’alloro al Monumento e intervento del sindaco Alessio Mantellassi |
Il corteo dalla Collegiata alla piazza, luogo-simbolo della memoria cittadina, è il momento condiviso in cui istituzioni, associazioni e cittadini si ritrovano sotto il Monumento dedicato alle vittime per il tributo ufficiale.
I nomi scolpiti nella pietra
Sulla lapide sono riportati i nomi delle 29 vittime del 24 luglio 1944. Ricordarli uno a uno è un gesto di rispetto verso le singole storie spezzate: Bagnoli Luigi (61), Bargigli Bruno Mario (22), Bartolini Guido (28), Bitossi Arduino (60), Boldrini Orlando (64), Capecchi Pietro (50), Cerbioni Bruno (18), Cerbioni Francesco (66), Cerbioni Giulio (28), Chelini Gaspero (46), Chelini Gino (52), Ciampi Giuseppe (55), Ciampi Pietro (48), Ciampi Virgilio (51), Cianti Giulio (55), Gimignani Pasquale (55), Gori Corrado (64), Martini Giulio (66), Martini Pietro (59), Morelli Dario Gino (56), Nucci Palmiro (56), Padovani Gaspero (78), Parri Alfredo (34), Parrini Antonio (56), Peruzzi Carlo (62), Piccini Gino (48), Pucci Alfredo (51), Taddei Gino (38), Vizzone Domenico (45).
Questi nomi, con le relative età, restituiscono la misura del lutto: generazioni diverse, mestieri e famiglie travolte dalla violenza della guerra. La cerimonia non è solo un rito civile, ma un’occasione pubblica per ribadire i valori democratici su cui si fonda la convivenza.
Perché è un appuntamento che parla al Paese
La memoria delle stragi nazifasciste è un patrimonio nazionale. Eventi come quello di Empoli proseguono un lavoro di consapevolezza che coinvolge scuole, comunità e istituzioni. Ricostruire il passato con precisione storica, ricordare le vittime e dare voce ai testimoni quando è possibile sono tasselli che rafforzano l’identità repubblicana, a partire dai territori.
Il calendario empolese conferma una partecipazione ampia e trasversale, con la presenza del primo cittadino e dei tanti che, anno dopo anno, rinnovano il voto del ricordo. In tempi in cui l’informazione corre veloce, fermarsi per una mattina davanti a un Monumento, leggere una lista di nomi, ascoltare il suono di una campana e osservare una corona d’alloro deposta ai piedi di una lapide assume un significato che va oltre i confini comunali.
Informazioni utili per chi desidera partecipare
La celebrazione si svolge nel cuore della città, tra la Collegiata di Sant’Andrea e piazza XXIV Luglio. Gli orari chiave sono le 9.30 per la messa e le 10.30 per il corteo e la deposizione della corona. La presenza del sindaco Alessio Mantellassi sottolinea il carattere istituzionale dell’iniziativa.
- Data: venerdì 24 luglio 2026
- Luoghi: Collegiata di Sant’Andrea; piazza XXIV Luglio (Monumento)
- Momenti principali: celebrazione religiosa; corteo; omaggio ai caduti e intervento del sindaco
- Memoria storica: ricordo del solo sopravvissuto, Arturo Passerotti
Il richiamo alla memoria non è un atto formale: è un invito rivolto alla cittadinanza, alle nuove generazioni e a chiunque voglia condividere un gesto di responsabilità collettiva. Empoli, come molte città italiane, fa della cura del ricordo una pratica civica, trasformando una pagina dolorosa in un impegno attivo per il presente.