Giudizio amministrativo sulla terza vasca di Fosso Mabiglia
È stato formalmente notificato il 17 luglio un doppio ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la procedura che ha portato alla concessione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR) per l'«Ampliamento temporaneo della discarica per rifiuti non pericolosi in località Fosso Mabiglia», nel comune di Cingoli. I ricorsi sono stati presentati da due diversi raggruppamenti: da un lato dodici residenti, dall'altro sei imprese (agricole e non), tutte ricadenti nell'area prossima al sito.
Chi sono le parti e cosa chiedono
Le azioni legali sono dirette, in primo luogo, contro l'Ata 3 di Macerata e contro Cosmari Srl, soggetto proponente dell'istanza per la realizzazione della cosiddetta «terza vasca». I ricorrenti hanno chiesto al Tar, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato e la fissazione dell'udienza in camera di consiglio; nel merito richiedono l'annullamento degli atti.
- Ricorrenti: 12 residenti; 6 imprese
- Contro: Ata 3 di Macerata, Cosmari Srl e altri soggetti partecipanti alle conferenze di servizi
- Oggetto: determinazione motivata di conclusione della conferenza di servizi decisoria (PAUR) per ampliamento discarica Fosso Mabiglia
Le motivazioni legali
Secondo gli atti depositati, le argomentazioni a sostegno dei ricorsi sono numerose (venti in totale) e si concentrano su presunti profili di illegittimità amministrativa: violazioni normative, eccesso di potere, contraddittorietà degli atti, «difetto di istruttoria» e carenza di motivazione. I legali coinvolti – tra cui gli avvocati Fabrizio Panzavuota di Ancona, Gianfranco Borgani di Macerata e Alessandra Piccinini di Porto Recanati – sottolineano l'esigenza che l'azione amministrativa, pur dotata di discrezionalità quando riguarda opere di interesse pubblico, operi entro limiti e regole stabilite.
“È noto ed è prassi consolidata – sottolinea a nome di tutti i legali l’avvocato Borgani – che quando si tratta di realizzare un’opera per l’interesse comune, la pubblica amministrazione può operare con una certa discrezionalità, ma questa non è senza limiti. Ci si deve muovere entro profili definiti.”
Impatto locale e passaggi successivi
La procedura avviata al Tar potrà determinare, se accolta nella fase cautelare, la sospensione dell'efficacia del provvedimento autorizzatorio, con immediati riflessi sull'esecuzione dei lavori e sulla gestione del sito di smaltimento. Sul piano locale, la questione interessa direttamente gli abitanti delle aree limitrofe, gli operatori agricoli e le imprese che lamentano possibili ricadute ambientali e economiche.
La vicenda rientra in un quadro più ampio di attenzione verso la pianificazione degli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Macerata, dove decisioni amministrative e scelte operative spesso incontrano contestazioni pubbliche e ricorsi legali. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi sulla fissazione dell'udienza cautelare e sulle eventuali repliche delle controparti amministrative e societarie.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Data notifica | 17 luglio |
| Ricorrenti | 12 residenti; 6 imprese |
| Contro | Ata 3 di Macerata; Cosmari Srl; altri partecipanti alle conferenze |
| Oggetto | PAUR - ampliamento temporaneo discarica Fosso Mabiglia (terza vasca) |
Per i cittadini della zona e per gli operatori economici locali, diventa dunque cruciale seguire l'iter giudiziario: la sospensione cautelare potrebbe bloccare immediatamente le attività connesse all'ampliamento, mentre un rigetto porterebbe il procedimento amministrativo a proseguire. Restano in ogni caso aperti i profili di confronto tra amministrazione provinciale, società proponente e comunità locale riguardo alla trasparenza dell'istruttoria e alle garanzie ambientali richieste dalla normativa.