Un'operazione al mattino per proteggere fauna e lavoro agricolo
La Provincia di Belluno e la Riserva alpina di caccia di Trichiana, nel territorio di Borgo Valbelluna, hanno avviato un progetto che combina tecnologia e volontariato per ridurre il rischio che i cuccioli di capriolo finiscano sotto le macchine falciatrici nei prati d'alta pianura.
Il problema era noto agli agricoltori locali: nelle aree a pascolo e nei prati alti le mamme tendono a nascondere i piccoli. Solo lo scorso anno, a fronte della frequenza delle operazioni di sfalcio, furono registrate gravi perdite di fauna selvatica, con un numero che ha spinto le istituzioni a intervenire.
Come funziona il monitoraggio
- l'area interessata dal progetto è la zona cacciabile di circa 280 ettari della Riserva di Trichiana;
- sono stati reclutati 20 volontari, fra associazioni animaliste e personale della riserva, formati per operare in sinergia con i mezzi tecnici;
- il dispositivo chiave è un drone dotato di telecamera termica, impiegato nelle ore mattutine per rilevare differenze di temperatura tra il manto erboso e gli animali;
- la finestra operativa tipica va dalle ore 5 alle 9, quando la temperatura ambientale facilita l'individuazione dei cuccioli.
Negli anni precedenti la riserva aveva già provato l'intervento con droni in dotazione alla Polizia provinciale e alla Protezione civile, con alcuni casi di salvataggio riusciti. L'ultimo passo è stato il coinvolgimento organizzato di volontari e il trasferimento della tecnologia alle squadre locali per un'azione continuativa nel periodo dello sfalcio.
"Se vengono rilevate delle tane, il personale interviene e con precauzione raccoglie il cucciolo e lo sposta poco distante ai margini dell’area sfalciata, dove la mamma può ritrovarlo e raggiungerlo"
La frase è stata pronunciata dal sindaco di Borgo Valbelluna, che ha spiegato le modalità operative adottate per minimizzare lo stress agli animali e permettere il ricongiungimento con le madri.
Numeri e risultati attesi
Il progetto valorizza la collaborazione fra istituzioni e cittadini e punta a ridurre in modo significativo le perdite di fauna durante le operazioni agricole, tutelando al contempo la sicurezza della meccanizzazione agricola e il lavoro degli operatori.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Superficie interessata | 280 ettari |
| Volontari coinvolti | 20 |
| Cuccioli salvati in precedenza | 6 (ultimi due anni) |
| Deceduti lo scorso anno | oltre 100 |
Impatto locale e prossimi passi
Per gli agricoltori della zona la misura offre una soluzione pratica a un problema che mette in conflitto protezione della fauna e attività produttiva. Per i volontari e le associazioni animaliste si tratta di un modello operativo replicabile in altre aree con caratteristiche simili. La Provincia continuerà a monitorare i risultati per valutare l'estensione del piano e l'eventuale aggiornamento delle procedure operative in vista delle prossime stagioni di sfalcio.
Agli agricoltori si raccomanda comunque di coordinarsi con la Riserva e le squadre di volontari per pianificare le operazioni di taglio e garantire il massimo contenimento dei rischi per la fauna.